Una favola al contrario, dove il pericolo non è il lupo ma chi guida il gregge. E chi pensa da solo, diventa un problema.
OfflineMind.com – storie fuori dal recinto
C’era una volta, in un angolo dimenticato del mondo – ma nemmeno tanto – un Paese chiamato Itala.
Un nome semplice, tondo. Suona antico, sa di legno e di terra battuta. Di qualcosa che poteva essere bellissimo, e invece.
E invece questa non è una favola.
O forse sì, ma rovesciata: qui il lupo è mite, e il pericolo veste i panni del pastore.
In Itala vivono tante pecore.
Bianche, nere, pezzate, con la lana liscia o arruffata. C’è quella sveglia, quella ansiosa, quella che ascolta tutto e quella che finge di dormire.
Sono diverse, sì, ma c’è una regola che vale per tutte:
se vuoi vivere tranquilla, devi stare nel gregge.
Il gregge è sacro.
Il gregge consola, protegge, dirige.
Decide quando andare, dove brucare, quanto belare.
E guai a guardare altrove.
Se una pecora si stacca – magari solo per annusare un’altra erba, o per capire da dove viene quel vento – iniziano i sussurri.
“Sta disturbando le altre.”
“Chi si crede di essere?”
“Con queste idee si rovina l’armonia.”
Una pecora sola non fa paura.
Fa fastidio.
E in Itala, ciò che dà fastidio si sistema. Si addomestica. Si silenzia.
Con eleganza, però. Sempre con eleganza.
Un post sarcastico su Facebook, uno sguardo complice al bar, una battuta leggera che pesa come pietra.
Ogni tanto nasce una pecora diversa.
Non è incazzata, non è alla moda.
Semplicemente, sente che c’è altro.
Fiuta un odore nuovo.
Una via che non passa per il recinto.
E allora si muove. Non urla, non chiama nessuno.
Va.
A quel punto, il gregge le appiccica addosso qualche etichetta:
disfattista, snob, sovversiva, complottista.
Ma mai il suo nome.
Perché dare un nome è riconoscere l’esistenza.
E quella, è meglio negarla.
In Itala, il pensiero libero viene trattato come una febbre.
Una malattia da contenere, per non contagiare chi sta “bene”.
Ma sai qual è la verità?
Sono proprio loro, le pecore che si staccano,
a vedere per prime dove finisce il recinto.
A scoprire i prati migliori.
A camminare dritte, anche col vento contrario.
E la parte più buffa è questa:
quando trovano un pascolo nuovo,
dopo un po’, eccole là… le altre.
A seguirle, una ad una.
“Che verde, qui!”
“Ci voleva una svolta.”
“Noi l’avevamo detto per primi.”
Ecco cos’è Itala:
un Paese dove il pensiero è scomodo finché non diventa moda.
Dove le idee fanno paura, poi tendenza, poi decreto.
Perciò, se ti senti fuori dal gregge,
non mollare.
Non sei storta.
Non sei sola.
Sei solo in anticipo.
PS:
Se sei qui, è perché lo hai scelto.
Nessuno ti ha spinto. Nessuno ti ha tirato per la lana.
Restare – anche questo – è una scelta.
Può sembrare ovvio. Ma è proprio questa l’ovvietà che spaventa.
Una pecora da sola non fa paura a nessuno.
È solo un puntino che si allontana dal gregge.
Un errore. Un rumore di fondo. Un’anomalia.
Ma tante pecore che iniziano a pensare, a guardarsi, a contarsi…
quelle sì che cominciano a far tremare le recinzioni.
Non serve un lupo. Serve solo un pensiero diverso.
Come diceva Archimede: datemi un punto d’appoggio, e solleverò il mondo.
Quel punto siamo noi.
E noi non facciamo paura perché siamo forti.
Facciamo paura perché potremmo cambiare la direzione del pascolo.
Per il resto, fate come cazzo vi pare.

