Inflazione 2025: poveri colpiti, lo Stato compra armi
inflazione giugno 2025 Italia
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Inflazione 2025: poveri colpiti, lo Stato compra armi

L’inflazione raccontata male: quando lo 0,2% nasconde un sistema che punisce poveri e pensionati mentre il governo riarma l’Italia

Giugno 2025. L’Istat segnala un’inflazione in leggera risalita. Ma tra rincari su alimentari, bollette e trasporti, i più colpiti restano i soliti

di OfflineMind
Fonti: Istat – Prezzi al consumo giugno 2025 (dati definitivi)

Una realtà che non si misura solo in percentuali

A giugno 2025 l’inflazione torna a salire in Italia: +0,2% su base mensile, +1,7% su base annua, secondo i dati ufficiali dell’Istat. La stampa mainstream la definisce “moderata”. Ma per chi vive con una pensione minima o con un reddito da part-time, non c’è nulla di moderato nel pagare di più pane, gasolio o medicine.

Chi vive sotto o vicino alla soglia di povertà non subisce l’inflazione media, ma un’inflazione concentrata sulle voci essenziali: cibo, energia, affitti. Le medie percentuali non raccontano nulla di chi, ogni giorno, deve scegliere tra una bolletta e una visita medica.

Carrello della spesa: aumenti “invisibili” per chi li subisce ogni giorno

Il “carrello della spesa”, cioè alimentari, igiene e cura della persona, segna un rincaro annuo del +2,8%. Sono aumenti silenziosi, distribuiti su centesimi che si sommano: il litro di latte, il pane, l’olio, la carta igienica. Chi ha poco, spende tutto in questi beni, e subisce un’inflazione doppia rispetto ai ricchi.

Secondo Eurostat (HBS 2024), le famiglie povere spendono fino al 60% del reddito in beni primari. In questo contesto, +2,8% non è un dato tecnico, ma un colpo diretto alla sopravvivenza.

Pensionati: l’indice FOI non basta

Il FOI (Famiglie di Operai e Impiegati) – usato per aggiornare pensioni, affitti, assegni – segna a giugno +1,5% su base annua. Ma l’adeguamento reale delle pensioni minime non copre mai i costi effettivi: 730 euro al mese nel 2025 non bastano a coprire affitto, bollette e alimenti. E nessuna riforma strutturale è in vista.

Chi ha lavorato una vita oggi è costretto a chiedere aiuto ai figli, ai centri Caritas o a scegliere tra cibo e farmaci. Una società che tratta così i suoi anziani non è in crisi: è in decadenza morale.

Trasporti, energia, bollette: la spirale continua

I servizi di trasporto crescono del +2,9%, in un Paese dove milioni di lavoratori pendolari già sopportano costi e disservizi. I beni alimentari freschi salgono del +4,2%, mentre l’energia resta instabile: i beni energetici regolamentati, pur in calo del -3,0% su base mensile, segnano +22,6% su base annua.

Non si può parlare di “calo dei prezzi” quando le famiglie hanno già pagato bollette gonfiate per mesi. Non c’è risarcimento. Solo attesa del prossimo aumento.

L’inflazione colpisce i poveri il doppio

Nel secondo trimestre 2025, secondo l’indice armonizzato IPCA, le famiglie con spesa bassa subiscono rincari medi del +2,0%, mentre quelle con spesa elevata solo del +1,8%. È una redistribuzione al contrario: chi ha meno paga di più, chi ha di più è protetto da consumi flessibili, contratti vantaggiosi, investimenti.

Eppure, il governo parla di “stabilità”. Per chi?

Mentre l’inflazione morde, il governo riarma l’Italia

Nel Documento Programmatico Pluriennale (DPP Difesa 2025–2027), approvato dal governo Meloni, la spesa militare italiana supera i 30 miliardi di euro all’anno, in crescita del +4,5% rispetto al 2024. Nel dettaglio:

  • 1,5 miliardi per nuovi caccia F-35
  • 800 milioni per sistemi d’arma NATO
  • 500 milioni per sottomarini
  • Aumento delle missioni estere da 33 a 61 Paesi

Nello stesso anno:

  • I fondi per contrastare la povertà sono stati ridotti del 18%
  • Nessuna misura per l’adeguamento reale delle pensioni minime
  • Il reddito di inclusione è limitato a platee sempre più esigue

La sicurezza invocata dal governo è militare, non sociale.
Ma chi vive nella paura di non arrivare a fine mese non ha bisogno di missili. Ha bisogno di giustizia.

Questo non è un effetto collaterale. È una scelta politica.

L’inflazione non è una sfortuna meteorologica. È un meccanismo economico e sociale che colpisce in modo selettivo. E le risposte dello Stato – o la loro assenza – ci dicono molto su chi viene protetto e chi viene lasciato indietro.

Quando si aumentano i fondi per le armi e si taglia il welfare, non è una svista. È un progetto.
Quando si accetta che una pensionata viva con 700 euro e un contractor della difesa incassi miliardi, non è un incidente. È una scelta.


FONTI UFFICIALI

  • ISTAT – Prezzi al consumo – Giugno 2025 (dati definitivi)
  • INPS – “Importi pensioni minime 2025”
  • Eurostat – “Household Budget Survey 2024”
  • Ministero della Difesa – DPP 2025–2027
  • Banca d’Italia – “Rapporto sulla ricchezza delle famiglie italiane”
  • Openpolis – “Spesa pubblica: quanto per welfare, quanto per difesa?”

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