la corda si spezza

Lasciar andare: l’arte del filo spezzato

Quando la corda si spezza: l’arte sottile di lasciar andare

“A forza di tirarla, la corda si spezza, Lloyd.”
“Una discreta fortuna, sir.”
“E perché mai?”
“Perché così non si resta attaccati a chi va in direzione opposta alla nostra, sir.”

Così recita uno dei tanti, piccoli capolavori di ironia e saggezza firmati Simone Tempia, autore del progetto Vita con Lloyd. Un gioco raffinato di dialoghi immaginari tra un gentiluomo inglese – “Sir” – e il suo maggiordomo interiore, Lloyd. Un alter ego che osserva, riflette, consola, pungola. E che, con elegante pacatezza, ci fa vedere le cose da un’altra prospettiva.

C’è una forza nei cedimenti

A volte basta un tac, impercettibile. Un suono secco, che segna la fine. La corda non regge più. E no, non è solo una metafora.

Viviamo tirando, trattenendo, aggiustando. Per paura di perdere, per il timore di disfare. Ma ogni corda ha la sua soglia. E quando si rompe, qualcosa cambia. All’improvviso capisci: non tutto va tenuto insieme. Alcune cose – alcune persone – si allontanano proprio perché devono.

Il vuoto che resta (e ciò che ci insegna)

Restare con un pezzo di corda tra le mani può fare male. Ti senti scemo, magari. O fallito. Ti chiedi se hai mollato troppo presto o resistito troppo a lungo. Ma è proprio lì, in quel frammento apparentemente inutile, che può nascere qualcosa.

Un pezzo di corda, se ci aggiungi un filo di lucidità (e un pizzico di autocritica), può diventare il nodo iniziale di un nuovo legame. Uno diverso. Più vero. Uno che non ha bisogno di essere forzato per esistere.

“Alla fine però mi trovo solo con un pezzo di corda inutile…”
“In realtà, con l’aggiunta di un filo di autocritica, può servire a stringere migliori legami, sir.”

Ancora una volta, Lloyd ci ricorda che anche ciò che sembra finito può tornare utile, se guardato con occhi nuovi.

Imparare a perdere bene

Non è una resa. È una scelta. Lasciare andare non è arrendersi: è capire quando qualcosa ha smesso di nutrirci. Quando una relazione è diventata un braccio di ferro. Quando un’idea, un sogno, un progetto, ci tiene bloccati invece di farci volare.

Saper perdere è un’arte. Richiede coraggio, silenzio, e uno sguardo nuovo. Non per voltare pagina in fretta, ma per leggerla fino in fondo. Per capire cosa ci ha insegnato. E poi, solo poi, chiuderla.

“A volte certi strappi fanno bene, Lloyd.”
“Molto di più, sir: possono salvare.”

Il coraggio di restare con se stessi

Nel mondo iperconnesso in cui tutto pulsa, vibra, notifica, saper interrompere è quasi un sacrilegio. Eppure è lì che accade la rivoluzione. Nello spazio che si crea dopo il rumore. Nella pausa che segue lo strappo. Lì dove puoi finalmente chiederti: “Che cosa voglio davvero tenere con me?”

La verità è che non tutto si aggiusta. Ma ogni cosa può lasciare un insegnamento. Anche ciò che si rompe.

Anche un filo spezzato.


OfflineMind è uno spazio dedicato al pensiero lento, alla riflessione profonda, alla libertà interiore. In un mondo che corre, scegliere di fermarsi a pensare è il gesto più rivoluzionario che possiamo fare.

I dialoghi tra Sir e Lloyd sono tratti da Vita con Lloyd, progetto di Simone Tempia pubblicato da Rizzoli Lizard. Un esercizio quotidiano di gentilezza e lucidità.


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