ponte sullo stretto

Ponte sullo Stretto: chi paga davvero?

Quando la torta si fa grossa, anche le briciole fanno gola

Ponte sullo Stretto: follia di Stato o mangiatoia programmata?

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Cominciamo con una voce vera
L’altro giorno, in una piazza qualsiasi della Sicilia, un vecchio muratore in pensione diceva:
«Il ponte? Ma fatelo pure… tanto a noi resta solo la polvere. E magari ci toccherà pure pagare l’aspirapolvere».
La frase ha fatto ridere. Ma poi, rientrando a casa, mi è venuta voglia di piangere.

Il ponte che nessuno ha chiesto (tranne chi ci guadagna)

Il Ponte sullo Stretto è tornato. Ma non perché lo volevano i cittadini.
È tornato perché lo vogliono i palazzi, i ministeri, le imprese, i partiti.
Un’opera spinta da un ministro leghista che della Sicilia sa giusto dove si mangia la granita, ma che si ostina a volerci lasciare un “segno”.
Peccato che qui il segno non sia di progresso, ma di colonialismo moderno travestito da grande opera.

Perché in Calabria e Sicilia le strade franano, i treni arrancano, i porti marciscono, gli ospedali chiudono.
Ma lo Stato, invece di ascoltare le reali esigenze del Mezzogiorno, decide dall’alto, ignorando ogni dialogo con chi vive questi territori.

Dove ci sono miliardi, arrivano i lupi

13 miliardi. Una cifra che fa tremare.
E dove c’è un fiume di denaro, si affacciano le cosche, i colletti bianchi, le imprese borderline, gli amici degli amici.
Il Ponte non è un’infrastruttura.
È una torta, e quando la torta è grossa, anche le briciole fanno gola.

Le mafie non vogliono costruirlo: vogliono succhiarci tutto quello che c’è intorno.
Appalti, subappalti, forniture, trasporti, bonifiche, sicurezza, sorveglianza, traslochi, catering…
Un cantiere infinito e diffuso, difficile da controllare, perfetto per infiltrazioni sistemiche.

Tabella dei costi presunti

Ecco cosa dicono i numeri aggiornati al 2025:

VoceImporto stimato
Progetto complessivo~ 13,5 miliardi €
• Ponte vero e proprio~ 5 miliardi €
• Opere accessorie in Calabria e Sicilia~ 8–8,5 miliardi €
• Spese preparatorie e studi finora~ 300 milioni – 1 miliardo €
Finanziamento previsto (Legge Bilancio 2025)13,532 miliardi €
• Stato centrale~ 9,312 miliardi €
• Fondo Sviluppo e Coesione + Regioni~ 6,2 miliardi €
• Stretto di Messina S.p.A.~ 370 milioni €
Costi collegati alla rete ferroviaria AV (Salerno-Reggio)fino a 25 miliardi €

E la manutenzione?

Chi pensa che il problema finisca con la costruzione, si sbaglia di grosso.
La manutenzione sarà una tassa nascosta per decenni, qualunque governo salga.

Stima dei costi di manutenzioneValore annuale stimato
Scenario “ottimista” (0,1 % del costo totale)~ 13,5 milioni € / anno
Scenario realistico (2 % del costo)~ 270–286 milioni € / anno

Un divario enorme, che mostra quanta opacità ci sia ancora oggi su un’opera che dovrebbe già avere ogni voce sotto controllo.

Ma a noi chi ci ascolta?

Non c’è stato un referendum.
Non un confronto serio.
Non una parola data ai cittadini.
La decisione è calata dall’alto, e chi prova a criticare viene dipinto come nemico del progresso, nemico del Paese, guastafeste.

E intanto, mentre i politici si fanno i selfie coi rendering 3D, le vere priorità del Sud restano fuori dai radar:

  • treni degni del 2025,
  • ospedali funzionanti,
  • scuole sicure,
  • lavoro stabile e non elemosine temporanee.

Un futuro ipotecato

Il Ponte sarà finanziato con debito pubblico.
Tradotto: pagheremo noi. E pagheranno i nostri figli. E forse anche i figli dei figli.
Una cambiale che non abbiamo firmato.
Un favore fatto a pochi, con i soldi di tutti.

Chiamatelo con il suo nome
Questo non è sviluppo.
Non è progresso.
È una scommessa incosciente sulla pelle di un popolo stanco.
Un’opera che potrebbe finire per unire solo la Sicilia alla delusione.

E se davvero si vuole costruire qualcosa che abbia senso, si cominci col costruire ascolto.
Si dia la parola a chi qui ci vive.
Non solo ai cementificatori di Roma o ai sognatori di potere.

Perché quando la torta è troppo grossa, chi mangia non è chi ha fame. Ma chi ha il coltello in mano.

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