Io, tu, noi: impegnati a scrollare mentre il mondo brucia.
OfflineMind
L’ho vista quella foto.
Un uomo, in camicia e cravatta, in ginocchio nel deserto.
Testa sotto la sabbia. Non per gioco. Non per cercare qualcosa. Ma per non vedere.
Attorno, bombe che cadono. E i loghi di Google, Facebook, TikTok, Twitter che galleggiano come miraggi tossici.
Ci ho visto me stesso.
Ci ho visto la mia generazione.
Ci ho visto noi tutti.
Sappiamo tutto, capiamo nulla
Ci dicono che oggi siamo informati.
Che basta un click. Che c’è la rete. Che c’è la verità a portata di smartphone.
Cazzate.
La verità ci passa accanto ogni giorno, e noi la ignoriamo con una scrollata di pollice.
Guardiamo il mondo da uno schermo da sei pollici, con la stessa attenzione che dedichiamo a un pacchetto di patatine.
E intanto?
Intanto le bombe cadono.
Cadono vere. Sulle case, sulle scuole, sui corpi.
Il silenzio degli assenti
La guerra, la miseria, il precariato, la solitudine… non arrivano con una notifica.
Non li trovi nei trending.
Non li sponsorizza nessuno.
Perché la sofferenza vera non è monetizzabile.
Perché il dolore, quando è autentico, non fa engagement.
Mentre il mondo va a fuoco, noi pensiamo al filtro
Non è che siamo cattivi.
È che siamo stanchi. Rassegnati. Forse anche un po’ vigliacchi.
Spegniamo la testa per non sentirci impotenti.
Rinunciamo a pensare per non dover scegliere da che parte stare.
Così restiamo lì, come quell’uomo nella foto.
Con la testa sotto.
Nel silenzio.
Mentre sopra di noi piovono macerie. E like.
L’unica bomba vera è l’indifferenza
La cosa più devastante non sono le guerre.
È il fatto che non ci riguardino più.
Che sentiamo “100 morti” come fosse il numero della batteria scarica.
Che passiamo sopra i titoli di giornale come sopra le pozzanghere: senza bagnarci.
Ci hanno educato a ignorare. A sopravvivere senza vivere.
Ci siamo lasciati convincere che basta apparire per contare.
Che basta postare per esistere.
Non ci salverà nessun algoritmo
La verità? È questa: se non sollevi la testa, prima o poi qualcuno te la schiaccerà nella sabbia.
E nessun follower ti tirerà fuori.
Forse è ora di svegliarci.
Forse è ora di guardarci allo specchio e chiederci: a forza di ignorare tutto, cosa siamo diventati?
Uomini?
O solo profili utente?
OFFLINEMIND è questo: una voce fuori campo.
Una voce che non si vende, non si compra.
Che ti guarda negli occhi e ti dice:
«Togliti la sabbia dalla faccia. Guarda il mondo. Respira. Partecipa. Prenditi la responsabilità di esserci. Davvero».

