gioca responsabilmente

“Gioca responsabilmente”: lo slogan che ti inganna

“Gioca responsabilmente”: lo slogan che assolve chi incassa, non chi perde
Te lo sussurrano ovunque, come una raccomandazione d’amico: “Gioca responsabilmente”.

Compare nei cartelloni lungo l’autostrada, sul retro dei gratta e vinci, nelle pubblicità online prima di un video musicale. Un mantra apparentemente innocuo. Educato, civile. Quasi rassicurante.

Eppure, più che un consiglio, suona come una liberatoria. Una scappatoia morale.

Un invito che scarica il barile

Ma proviamo a fermarci un istante. Perché mai qualcosa di davvero innocuo dovrebbe ricordarti di maneggiarlo con cautela?

“Gioca responsabilmente” è lo scudo perfetto per chi sul gioco costruisce profitti miliardari. Il messaggio, sotto sotto, è questo: se perdi tutto, se ti rovini, se ti ammali… la colpa è tua. Noi, in fondo, ti avevamo avvisato.

Un modo elegante per lavarsi la coscienza e scrollarsi di dosso ogni responsabilità. Come vendere alcolici ai ragazzini, ma con l’etichetta “bevi con moderazione”.

Il volto reale della dipendenza

Oltre 1 milione di italiani ha un rapporto problematico con il gioco, secondo l’Istituto Superiore di Sanità. Una cifra che dovrebbe far tremare i polsi. E invece niente. Le slot sono ovunque: nei bar, nelle tabaccherie, persino in certi supermercati. Hanno luci colorate, suoni seducenti, promesse sottili. Ma dietro a ogni gettone c’è un algoritmo programmato per far perdere.

Nel 2024, la raccolta del gioco d’azzardo in Italia ha toccato quota 136 miliardi di euro. Sì, miliardi. La maggior parte non torna mai indietro. Se ne vanno allo Stato, ai concessionari, ai gestori. E a chi resta?

Restano i silenzi. I conti svuotati. Le famiglie sfasciate. I ragazzi che sognano la vincita lampo. I pensionati che inseguono un numero come se fosse salvezza.

Se è davvero un gioco… perché dev’essere “responsabile”?

Facci caso: nessuno direbbe a un bambino “fuma responsabilmente”. Nessuno appenderebbe un cartello con su scritto “droga con giudizio”. Perché? Perché sappiamo che certe cose fanno male, punto. Eppure il gioco d’azzardo, che attiva nel cervello gli stessi meccanismi della cocaina o dell’eroina, viene promosso come passatempo.

C’è qualcosa di profondamente ipocrita in questo messaggio a due facce: da una parte lo Stato che ne legalizza e lucra la diffusione; dall’altra il moralismo peloso dello “sii responsabile”. Come se bastasse un avvertimento per curare una dipendenza.

Serve una nuova narrazione

Il vero problema non è chi “gioca troppo”. Il vero problema è che questo sistema si regge sulle perdite, non sulle vincite. È progettato così. Lucido, legale, devastante.

Per questo serve una contro-narrazione. Serve parlare, raccontare, rompere il tabù.

Dobbiamo dare voce a chi ha perso tutto, o quasi. A chi si è rialzato. A chi non ce l’ha fatta. Solo così possiamo uscire dal frame tossico del “sei tu il problema”.

Perché il problema, diciamolo, è chi fa finta che tutto questo sia solo un gioco.

Se tu o qualcuno che conosci ha problemi con il gioco d’azzardo, chiama subito il numero verde 800 558 822. È anonimo, gratuito, attivo ogni giorno. Nessuna vergogna, solo ascolto.

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