in un articolo del 9/10/2025 su euroborsa.it, si legge che Deloitte ha accettato di rimborsare parzialmente il governo australiano dopo che un rapporto redatto con l’aiuto dell’intelligenza artificiale si è rivelato pieno di errori. Il documento, commissionato dal Department of Employment and Workplace Relations per circa 440 mila dollari, era stato pubblicato il 4 luglio e riguardava l’uso di strumenti automatizzati per sanzionare i beneficiari di sussidi in caso di violazione degli obblighi.
Le inesattezze sono emerse in agosto grazie a un’inchiesta dell’Australian Financial Review, che ha individuato numerosi casi di “allucinazioni” dell’IA: riferimenti a fonti inesistenti, citazioni inventate, studi accademici mai pubblicati e perfino una sentenza giudiziaria errata. L’episodio ha sollevato dubbi sulla qualità dei rapporti prodotti con strumenti automatizzati, anche quando vengono commissionati da enti pubblici.
Nei giorni scorsi è stata pubblicata una versione aggiornata del documento. Alcune fonti e note a piè di pagina sono state corrette, ma le raccomandazioni principali restano identiche a quelle della prima versione. Il rapporto aggiornato specifica che Deloitte ha utilizzato il modello Azure OpenAI GPT‑4o, senza però attribuire esplicitamente all’intelligenza artificiale la responsabilità degli errori.
Le reazioni politiche non si sono fatte attendere. La senatrice laburista Deborah O’Neill ha commentato duramente: “Deloitte ha un problema di intelligenza umana. Sarebbe ridicolo, se non fosse così deplorevole. Un rimborso parziale appare come una scusa parziale per un lavoro scadente”. O’Neill ha invitato le istituzioni a verificare chi svolge realmente i lavori affidati alle grandi società di consulenza, aggiungendo con ironia che forse “converrebbe abbonarsi a ChatGPT”.
Nonostante l’episodio australiano, Deloitte non sembra intenzionata a rallentare i suoi investimenti nell’IA. Pochi giorni fa la società ha annunciato una nuova alleanza strategica con Anthropic, la società che sviluppa il modello Claude. L’accordo prevede la creazione di un “Claude Center of Excellence” e l’integrazione delle tecnologie di Anthropic nelle attività di consulenza e revisione, rendendo il modello disponibile ai circa 470 mila dipendenti di Deloitte nel mondo.
Il caso australiano riporta al centro una questione destinata a diventare sempre più rilevante: il rapporto tra automazione e responsabilità professionale. Se l’intelligenza artificiale promette velocità ed efficienza, la vicenda dimostra che il controllo umano resta indispensabile, soprattutto quando si tratta di documenti pubblici e decisioni che possono incidere direttamente sulla vita delle persone.
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