Ti comprano il voto, ti fottono la libertà
bocca con zip
Saggi

Ti comprano il voto, ti fottono la libertà

Manuale di autodifesa democratica per chi ne ha le palle piene

di OfflineMind

Siamo onesti, per una volta.
La democrazia in Italia non è in crisi. È in svendita. E il prezzo lo decidono loro: una mancetta, un bonus, una paura, un nemico da odiare.

Hai bisogno? Ti danno 100 euro.
Sei incazzato? Ti fanno incazzare di più.
Sei ignorante? Ti dicono che hai ragione.
Basta che poi, la domenica, vai lì e metti quella cazzo di crocetta dove vogliono loro.

Ti danno il voto con lo scontrino attaccato

Hai presente il voto libero? Quello di cui parlano nei libri di scuola?
Quello che “è un diritto, è una conquista, è sacro”?
Stronzate. In Italia il voto è una merce.

Ogni partito ha la sua offerta speciale:

  • “Vota noi e condoniamo tutto”
  • “Vota noi e blocchiamo gli sbarchi”
  • “Vota noi e ti facciamo il reddito”
  • “Vota noi e abbassiamo le tasse (forse, un giorno, se serve)”

È il Black Friday della coscienza civile.
Tu gli dai il voto, loro ti danno uno sconto. O almeno te lo promettono. Poi chi s’è visto s’è visto.

Il problema non è che ti prendono in giro. È che ci caschi.

Ogni volta ci diciamo “stavolta no”, “basta fregature”, “questa volta voto con la testa”.
E poi ci ricaschiamo.
Perché tra bollette da pagare e stipendi da fame, è più facile scegliere il meno peggio, il meno cattivo, quello “che almeno qualcosa lo fa”.

E così, mentre tu ti accontenti delle briciole, loro si mangiano la torta.
Loro — tutti — a destra, sinistra, centro, sopra, sotto. Non cambia una sega.
Perché il sistema è costruito per fotterti.
E se non ti vendi tu, ci pensano loro a trovare qualcuno più disperato di te.

Non è solo politica. È sopravvivenza.

Finché accetti il voto comprato, sei dentro la gabbia.
Finché dici “eh ma almeno loro qualcosa danno”, hai perso.
Finché voti per paura, per rabbia, per stanchezza… non sei un cittadino. Sei un consumatore.

E non è colpa tua se sei stanco, se sei incazzato, se sei povero.
Ma cazzo, apri gli occhi.
Perché se non cominci tu a dire no, nessuno lo dirà al posto tuo.

️ Non vogliamo la luna. Solo mani libere.

Vogliamo una politica che non ci tratti da idioti.
Vogliamo votare senza sentirci in colpa, senza doverci vendere.
Vogliamo parlare di giustizia, lavoro, salute, scuola, futuro. Non di cazzo di bonus tende da sole.

Vogliamo alzare il dito medio ai partiti che ci trattano da codici fiscali.
E alzare la voce, finalmente, da persone.

Vuoi democrazia? Allora comincia a farti un culo così.

La vera libertà non è dire “voto chi voglio”.
È poter dire “non devo niente a nessuno”.
È avere le mani pulite e la testa piena.
È rifiutare l’elemosina di Stato, i contentini elettorali, le false promesse.

È votare con rispetto di te stesso. Anche se perdi. Anche se sei l’unico.
Perché la dignità non si vince. Si tiene.

Epilogo

Non siamo più in una democrazia.
Siamo in un mercato del voto. E il prezzo lo fanno loro.

La libertà? Ce l’hai solo se te la riprendi.
Non te la regala nessuno. Non te la firma nessun decreto.
O la difendi con i denti, o te la tolgono col sorriso.

Hanno trasformato la partecipazione in uno spettacolo.
Ci tengono calmi con i bonus, ci distraggono con i talk show, ci illudono con le elezioni.
Ma intanto decidono tutto senza di noi.

Il problema non è la politica.
È che abbiamo lasciato il volante a chi ci tratta da bagagliaio.
E va bene così, finché non finiamo nel fosso.

Allora basta slogan, basta miti, basta cazzate.
Chi ha capito, adesso deve scegliere:
Continuare a farsi prendere per il culo.
O diventare pericolosamente libero.

Scegli. Ma fallo da sveglio.
Perché se dormi ancora, quando ti svegli…

Non sarà rimasto più un cazzo da scegliere.

Prossimo articolo La bomba buona, la bomba cattiva – ipocrisia globale