Conviene all’umanità? Energia e sistema complesso
Un’indagine Ex Ante Agnostica sull’energia attraverso PENSAI
Abstract
La domanda iniziale sembra semplice: qual è la forma di energia più disponibile sulla Terra?
Ma una risposta immediata rischia di essere una falsa semplificazione.
L’energia è presente nella Terra, nel mare, nell’atmosfera, nella gravità, nel Sole e nei processi nucleari. Alcune forme sono direttamente sfruttabili, altre richiedono trasformazioni, altre ancora sono principalmente sistemi di accumulo o trasferimento.
La modalità Ex Ante Agnostica di PENSAI impone di non scegliere preventivamente una soluzione.
La sequenza è:
X → verifica → V/F → decisione
Il problema diventa quindi più ampio:
quali sorgenti energetiche sono realmente disponibili, quali sono tecnicamente dimostrate e quale architettura può trasformarle in energia utilizzabile dall’umanità?
La domanda conclusiva non è:
“Quale energia costa meno?”
È:
CONVIENE ALL’UMANITÀ?
1. Il problema
L’energia viene spesso analizzata per categorie separate:
- solare;
- eolica;
- idroelettrica;
- geotermica;
- marina;
- nucleare;
- fusione;
- accumulo.
Questa classificazione è utile, ma può nascondere un problema fondamentale.
Una sorgente energetica non coincide con l’energia effettivamente disponibile all’utilizzatore.
Tra la sorgente e l’utilizzo esiste una catena:
SORGENTE → RACCOLTA → CONVERSIONE → TRASFERIMENTO → ACCUMULO → DISTRIBUZIONE → UTILIZZAZIONE → PERDITE
Ogni passaggio introduce vincoli fisici, tecnici e ambientali.
Per questo PENSAI non parte dalla soluzione.
Parte dalla verifica.
2. Modalità Ex Ante Agnostica
La modalità Ex Ante Agnostica sospende il giudizio iniziale.
Non afferma:
“questa è la soluzione”.
Non afferma neppure:
“questa soluzione non funziona”.
Formula invece una condizione verificabile:
X → verifica → V/F → decisione
Dove:
- X = ipotesi;
- verifica = confronto con dati ed evidenze;
- V/F = vero/falso rispetto alla condizione verificata;
- decisione = conseguenza del risultato.
Applicata all’energia, questa modalità impedisce di confondere:
possibilità fisica, dimostrazione sperimentale, applicazione industriale e sistema energetico globale.
Sono livelli differenti.
3. TERRA
La Terra possiede una enorme quantità di energia termica.
La geotermia permette di utilizzare parte di questo calore attraverso sistemi che trasferiscono energia termica dal sottosuolo verso gli ambienti da riscaldare oppure, in condizioni appropriate, verso sistemi di produzione elettrica.
Nel caso delle pompe di calore geotermiche, l’elettricità non viene trasformata semplicemente in calore.
La macchina utilizza energia elettrica per trasferire calore disponibile nell’ambiente.
Questo cambia la natura del problema.
Non si tratta soltanto di chiedere:
“Quanta energia elettrica produco?”
ma:
“Quanta energia utile riesco a trasferire utilizzando una determinata quantità di energia di ingresso?”
La geotermia dimostra quindi una prima caratteristica fondamentale:
una sorgente energetica può essere utile anche senza trasformare direttamente la propria energia in elettricità.
La verifica, però, non autorizza a dichiarare la geotermia universalmente superiore alle altre tecnologie.
Dimostra soltanto che il fenomeno è fisicamente reale e tecnicamente utilizzabile.
4. MARE
Il mare contiene energia sotto forme differenti:
- moto delle onde;
- maree;
- correnti;
- differenze termiche;
- differenze di salinità.
Non tutte hanno lo stesso grado di maturità tecnologica.
Un caso particolarmente significativo è quello dell’energia delle correnti di marea.
Nel progetto RITE di Verdant Power, l’European Marine Energy Centre ha effettuato una valutazione indipendente delle prestazioni.
Durante una prova di 39 giorni, le turbine hanno raggiunto 187 kW a una velocità di corrente di 2,5 m/s, con disponibilità superiore al 99% e rendimento complessivo acqua-elettricità superiore al 46%. [2]
La verifica produce quindi un risultato preciso:
l’energia delle correnti marine può essere convertita in elettricità attraverso sistemi sperimentati sul campo.
Ma anche qui non segue automaticamente una conclusione universale.
Una tecnologia può essere fisicamente valida senza essere automaticamente adatta a ogni ambiente.
5. ATMOSFERA
L’atmosfera contiene energia cinetica, termica e potenziale.
Il vento è una forma di energia cinetica atmosferica.
Le pompe di calore aerotermiche utilizzano invece l’energia termica presente nell’aria.
Sono due fenomeni differenti che appartengono allo stesso grande sistema atmosferico.
Questo introduce un altro elemento importante.
L’atmosfera non è semplicemente una “fonte elettrica”.
È un serbatoio energetico dinamico, alimentato principalmente dall’energia solare e continuamente modificato dalla circolazione atmosferica.
Il vento, infatti, è parte di una catena:
SOLE → riscaldamento differenziale → pressione → movimento dell’aria → energia cinetica
L’energia che chiamiamo eolica è quindi anche una forma trasformata dell’energia solare.
6. GRAVITÀ
La gravità introduce una distinzione fondamentale.
Non è necessariamente una sorgente primaria di energia.
Può essere invece un meccanismo di accumulo e restituzione.
Un corpo sollevato possiede energia potenziale gravitazionale.
Quando scende, tale energia può essere convertita in movimento e successivamente in elettricità.
Un sistema sperimentale di accumulo gravitazionale studiato dall’Università Aalto ha misurato un’efficienza complessiva del 54% nel punto operativo ottimale. [3]
Il risultato non dimostra che l’accumulo gravitazionale sia universalmente migliore di una batteria.
Dimostra qualcosa di diverso:
la gravità può essere utilizzata come componente di un’architettura energetica.
Questa distinzione diventerà centrale.
7. FISSIONE
La fissione nucleare appartiene a una categoria differente.
Non è una possibilità teorica.
È una tecnologia industriale operativa.
Secondo il sistema PRIS dell’IAEA, risultano in esercizio 417 reattori in 31 Paesi, per una capacità netta complessiva di circa 379,6 GW. La produzione elettrica nucleare mondiale registrata per il 2025 è stata di circa 2.635 TWh. [4]
La fissione dimostra quindi tre elementi:
energia fisicamente disponibile;
conversione industriale;
produzione elettrica su scala globale.
La questione non è più:
“funziona?”
La questione diventa:
quale ruolo deve avere in un sistema energetico complesso?
E questa è una domanda differente.
8. FUSIONE
La fusione viene spesso presentata come la soluzione futura dell’energia.
La modalità Ex Ante Agnostica richiede una distinzione.
La fusione è scientificamente fondata.
Ma la centrale elettrica a fusione non è ancora una realtà commerciale dimostrata.
ITER è progettato per ottenere 500 MW di potenza di fusione nel plasma utilizzando 50 MW di potenza per il riscaldamento del plasma, con un obiettivo Q≥10. [5]
Ma esiste una distinzione fondamentale:
ITER non produrrà elettricità.
Il valore Q riguarda il rapporto tra potenza di fusione nel plasma e potenza di riscaldamento immessa nel plasma.
Non equivale al rendimento elettrico netto di una futura centrale.
Pertanto:
fusione = tecnologia scientificamente credibile e in sviluppo
non:
fusione = soluzione energetica commerciale già dimostrata.
La verifica rimane aperta.
9. IL SOLE
A questo punto compare una sorgente differente da tutte le precedenti.
Il Sole.
La NASA indica per la radiazione solare totale che raggiunge l’orbita terrestre un valore di circa 1.361 W/m², con variazioni legate all’attività solare. [6]
Ma il dato più importante non è soltanto la quantità.
È la natura dello spettro.
La radiazione solare comprende ultravioletto, visibile e infrarosso vicino.
Nell’intervallo 200–2400 nm, le misure NASA riportano, indicativamente:
- circa 8% ultravioletto;
- circa 40% visibile;
- circa 52% infrarosso vicino. [7]
Quindi il Sole non è semplicemente:
luce → pannello fotovoltaico → elettricità.
È una sorgente di radiazione che può essere convertita in molte forme differenti.
10. IL SOLE NON È SOLO FOTOVOLTAICO
L’energia solare produce o alimenta direttamente e indirettamente:
- elettricità fotovoltaica;
- energia termica;
- evaporazione;
- ciclo dell’acqua;
- venti;
- correnti atmosferiche;
- correnti oceaniche;
- fotosintesi;
- biomassa;
- differenze termiche.
NASA descrive la Terra come un sistema alimentato dalla radiazione solare: l’energia assorbita guida fotosintesi, evaporazione, fusione di neve e ghiaccio e riscaldamento del sistema terrestre. [8]
Questo cambia radicalmente la domanda iniziale.
Molte delle energie che consideriamo separate sono, in realtà, forme trasformate o redistribuite dell’energia solare.
Il vento è una trasformazione.
Il ciclo idrologico è una trasformazione.
La biomassa è una trasformazione.
Le correnti atmosferiche e oceaniche sono trasformazioni.
Il Sole diventa quindi non soltanto una sorgente, ma un motore energetico del sistema terrestre.
11. OLTRE L’ATMOSFERA
A questo punto nasce una domanda ulteriore.
Se una parte della radiazione solare viene intercettata prima di attraversare l’atmosfera, è possibile raccoglierla nello spazio e trasferirla successivamente sulla Terra?
Non è più soltanto un’ipotesi teorica.
Nel 2023 il progetto SSPD-1 del California Institute of Technology ha dimostrato in orbita il trasferimento wireless di energia e la capacità di dirigere un fascio di potenza verso la Terra. [9]
Il sistema MAPLE ha quindi verificato sperimentalmente un passaggio fondamentale:
energia raccolta nello spazio → conversione → trasmissione wireless → ricezione sulla Terra.
Non significa che esista già una centrale solare orbitale commerciale.
Significa che una parte della catena fisica è stata sperimentalmente dimostrata.
Ed è precisamente questa distinzione che la modalità Ex Ante Agnostica deve mantenere.
12. IL VERO PROBLEMA: TRASFERIRE L’ENERGIA
Qui cambia la natura dell’indagine.
Il problema non è più soltanto:
“Dove troviamo energia?”
Diventa:
“Come portiamo l’energia disponibile dove serve?”
Il sistema può essere rappresentato così:
SOLE → RACCOLTA → CONVERSIONE → TRASMISSIONE → ATMOSFERA → RICEZIONE → CONVERSIONE → UTILIZZATORE
Ogni freccia è una possibile perdita.
Ogni passaggio è una possibile criticità.
Ogni componente deve essere verificato.
Il problema energetico diventa quindi un problema di architettura del sistema.
13. ARCHIMEDE E L’IDEA DEL TRASFERIMENTO
La tradizione attribuisce ad Archimede l’uso di specchi per concentrare la radiazione solare contro navi nemiche.
L’episodio storico non è sufficientemente documentato per essere trattato come un fatto dimostrato.
Ma il principio fisico è reale.
La radiazione può essere:
raccolta → concentrata → trasferita → convertita.
Il valore concettuale dell’episodio non sta quindi nella leggenda.
Sta nell’idea.
L’energia può essere raccolta in un luogo e indirizzata verso un altro.
Oggi la stessa idea può essere affrontata con ottica, microonde, elettronica di potenza, antenne e sistemi di controllo.
La tecnologia cambia.
Il problema fisico rimane.
14. IL SISTEMA COMPLESSO
A questo punto Terra, Mare, Atmosfera, Gravità, Fissione, Fusione e Sole non devono più essere considerati necessariamente come concorrenti isolati.
Possono diventare componenti di un sistema.
Una possibile architettura astratta è:
SOLE
↓
RACCOLTA
↓
CONVERSIONE
↓
TRASMISSIONE
↓
RETE
↓
ACCUMULO
↓
DISTRIBUZIONE
↓
UTILIZZAZIONE
Con sorgenti differenti che alimentano nodi differenti.
La geotermia può fornire calore.
Il mare può fornire energia meccanica.
L’atmosfera può fornire energia cinetica o termica.
La gravità può accumulare energia.
La fissione può fornire produzione continua.
La fusione può rappresentare una possibile tecnologia futura.
Il Sole può alimentare direttamente o indirettamente gran parte del sistema.
La questione non è più scegliere una sola tecnologia.
È progettare una architettura energetica verificabile.
15. LA NUOVA UNITÀ DI ANALISI
Se il sistema energetico viene osservato come complesso, la singola sorgente non è più l’unità sufficiente di analisi.
La nuova unità diventa:
SORGENTE → RACCOLTA → CONVERSIONE → TRASFERIMENTO → ACCUMULO → DISTRIBUZIONE → UTILIZZAZIONE → PERDITE
A questo punto ogni tecnologia può essere sottoposta alla stessa domanda.
Non:
“È buona?”
Non:
“È cattiva?”
Non:
“È la migliore?”
Ma:
“Quale funzione svolge nel sistema?”
Questa è una domanda governabile.
16. LA REALTÀ
I dati disponibili mostrano un sistema energetico già in trasformazione.
Nel 2025 la domanda mondiale di elettricità è cresciuta di circa il 3%, mentre la domanda energetica complessiva è cresciuta dell’1,3%. [10]
Nello stesso anno la produzione globale da rinnovabili e nucleare è cresciuta più dell’aumento complessivo della generazione elettrica, mentre la generazione da combustibili fossili è diminuita leggermente. [11]
Il fotovoltaico ha aggiunto circa 600 TWh di produzione elettrica nel 2025, il maggiore incremento annuale mai registrato per una singola fonte elettrica al di fuori dei periodi di rimbalzo post-crisi. [12]
Questi dati non risolvono il problema.
Dimostrano però che il sistema energetico reale è già un sistema di trasformazioni multiple.
17. LA MODALITÀ EX ANTE
La modalità Ex Ante Agnostica impedisce quindi una conclusione prematura.
Non possiamo dire:
“la soluzione è il Sole”.
Non possiamo dire:
“la soluzione è la fissione”.
Non possiamo dire:
“la soluzione sarà la fusione”.
Non possiamo dire:
“la soluzione è la geotermia”.
Non possiamo neppure dire che una singola tecnologia debba necessariamente dominare il sistema.
Possiamo invece costruire una matrice di verifica:
| Elemento | Funzione possibile | Stato della verifica |
|---|---|---|
| Terra | calore | dimostrato |
| Mare | movimento | dimostrato |
| Atmosfera | movimento/calore | dimostrato |
| Gravità | accumulo | dimostrato sperimentalmente |
| Fissione | produzione continua | industriale |
| Fusione | produzione futura | sperimentale |
| Sole | sorgente primaria | fisicamente disponibile |
| Spazio | raccolta/trasferimento | dimostrato sperimentalmente |
| Rete | trasferimento/distribuzione | industriale |
| Accumulo | gestione temporale | industriale e sperimentale |
La tabella non stabilisce un vincitore.
Stabilisce livelli differenti di realtà tecnologica.
18. LA DOMANDA FINALE
A questo punto la domanda iniziale cambia.
Non è più:
Qual è la forma di energia più disponibile sulla Terra?
Diventa:
Quale combinazione di sorgenti, conversioni, trasferimenti e sistemi di accumulo può sostenere nel tempo le necessità dell’umanità?
E ancora più radicalmente:
CONVIENE ALL’UMANITÀ?
“Conviene” non significa semplicemente avere un prezzo inferiore.
Significa verificare contemporaneamente:
- disponibilità fisica;
- continuità;
- trasformabilità;
- trasferibilità;
- accumulabilità;
- perdite;
- affidabilità;
- scalabilità;
- impatto sul sistema terrestre;
- durata nel tempo;
- complessità tecnologica;
- capacità di governo del sistema;
- conseguenze sulle generazioni future.
Il problema energetico diventa quindi un problema di governance di un sistema fisico complesso.
19. CONCLUSIONE
L’indagine non produce una tecnologia vincitrice.
Produce una struttura di verifica.
La Terra contiene energia.
Il mare contiene energia.
L’atmosfera contiene energia.
La gravità permette di accumularla.
La fissione dimostra una capacità industriale già esistente.
La fusione rappresenta una possibilità ancora da verificare.
Il Sole alimenta direttamente e indirettamente una parte enorme dei processi energetici terrestri.
Lo spazio apre inoltre una possibilità ulteriore: raccogliere energia dove la radiazione solare è disponibile e trasferirla dove serve.
Il vero problema potrebbe quindi non essere trovare la fonte energetica.
Potrebbe essere progettare il sistema capace di collegare molte fonti differenti senza perdere il controllo delle trasformazioni che le separano dall’utilizzatore.
La domanda finale rimane quindi volutamente aperta:
CONVIENE ALL’UMANITÀ?
Non alla singola tecnologia.
Non al singolo mercato.
Non alla singola nazione.
Non alla singola generazione.
All’umanità.
E, secondo la modalità Ex Ante Agnostica di PENSAI, la risposta non deve essere immaginata.
Deve essere verificata.
Nota metodologica
Questo saggio è stato realizzato con il supporto di un’intelligenza artificiale sotto il controllo del framework PENSAI di Salvatore Martino.
Le fonti citate sono state utilizzate per la verifica dei dati e delle affermazioni fattuali.
Il testo non costituisce una previsione né una raccomandazione energetica: la conclusione rimane volutamente agnostica e sottoposta a verifica.
Hyłf Göt!
Fonti verificabili e cliccabili
[1] IEA — Global Energy Review 2026: dati complessivi sull’energia mondiale nel 2025. IEA — Global Energy Review 2026
[2] EMEC — Verdant Power RITE: prova di 39 giorni, 187 kW, disponibilità >99%, efficienza acqua-elettricità >46%. EMEC — Verdant Power Power Performance Assessment
[3] Aalto University — Gravity Energy Storage: sistema sperimentale con efficienza del 54% nel punto operativo ottimale. Aalto University — Gravity Energy Storage
[4] IAEA — PRIS: dati ufficiali sui reattori nucleari e sulla produzione 2025. IAEA — Power Reactor Information System
[5] ITER — Facts & Figures: obiettivo 500 MW di potenza di fusione da 50 MW di riscaldamento del plasma. ITER — Facts & Figures
[6] NASA — Solar Irradiance Science: valore di riferimento della radiazione solare totale di circa 1.361 W/m². NASA — Solar Irradiance Science
[7] NASA — Solar Irradiance Data: distribuzione dello spettro solare nelle bande UV, visibile e infrarosso vicino. NASA — Solar Irradiance Data
[8] NASA — Earth’s Energy Budget: assorbimento della radiazione solare e ruolo del Sole nel sistema terrestre. NASA — Climate and Earth’s Energy Budget
[9] Caltech — SSPD-1 / MAPLE: dimostrazione in orbita del trasferimento wireless di energia e della trasmissione di un fascio verso la Terra. Caltech — Space Solar Power Demonstrator
[10–12] IEA — Global Energy Review 2026: domanda elettrica, crescita delle rinnovabili e produzione fotovoltaica nel 2025. IEA — Electricity Demand IEA — Electricity Supply IEA — Global Trends
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