Il paradosso politico-economico dell’illegalità

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Lo Stato che tassa, regola e reprime: le tre facce del mercato italiano nel 2026

di Salvatore Martino — offlinemind.com

Esiste una domanda che in Italia viene raramente posta con la necessaria chiarezza: perché alcune attività che producono dipendenza, danno sanitario e costo sociale vengono regolate e tassate dallo Stato, mentre altre vengono criminalizzate? La risposta — quando si evita di cedere alla tentazione di risposte ideologiche — rivela qualcosa di strutturalmente interessante sulla natura del potere pubblico e sulla sua relazione con i mercati. Questo saggio non intende dimostrare che lo Stato italiano sia corrotto, né che la legalizzazione di qualunque sostanza sia auspicabile. Intende invece analizzare, con la maggiore sobrietà possibile, un paradosso empiricamente verificabile: la classificazione giuridica di un’attività non coincide necessariamente con la sua pericolosità sociale, e la scelta di legalizzare o criminalizzare un mercato non è mai esclusivamente una scelta morale. È anche — e spesso soprattutto — una scelta di governance economica e fiscale.

 

1. Il punto di partenza: legalità e danno non coincidono

Il primo dato da registrare è il più scomodo, perché mette in discussione un’equazione rassicurante: quella tra illegalità e pericolo, tra legalità e innocuità. Il tabacco è legale. Ma la Società Italiana di Medicina Ambientale (SIMA) documenta che in Italia i decessi attribuibili al fumo superano le 93.000 unità l’anno — più di alcol, AIDS, droghe, incidenti stradali, omicidi e suicidi messi insieme — con un costo sociale e sanitario stimato in oltre 26 miliardi di euro annui. Il Ministero della Salute definisce esplicitamente il tabagismo la «più grande minaccia per la salute» tra i fattori di rischio evitabili, riconoscendo che il 70% dei fumatori inizia prima dei 18 anni. L’alcol è ugualmente legale. Il Ministero della Salute, nella sezione dedicata alla prevenzione, ricorda che non esiste un livello di consumo completamente privo di rischio e che la sostanza produce dipendenza con conseguenze sanitarie, familiari e sociali documentate. Il gioco d’azzardo, nella sua versione non autorizzata, è illegale. Ma nella sua versione autorizzata è gestito, regolamentato e tassato dall’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli. Nel primo trimestre del 2026 la raccolta complessiva del settore dei giochi ha raggiunto i 45,44 miliardi di euro, con un gettito all’Erario di 2,68 miliardi nello stesso periodo. Nel 2025 il gettito annuo da giochi pubblici è stato pari a 11,5 miliardi di euro. Questi dati non portano automaticamente a una conclusione proibizionista. Portano a una conclusione epistemologica: il confine tra legale e illegale non è tracciato sulla base della sola pericolosità della sostanza o del comportamento. Quella linea è disegnata attraverso un insieme di valutazioni politiche, storiche, culturali ed economiche che meritano di essere studiate senza pregiudizi.

2. La logica fiscale della regolazione

Quando uno Stato legalizza e regola un’attività, cambia la struttura del flusso economico che essa genera. Un’attività clandestina produce un flusso che sfugge al controllo pubblico e alimenta circuiti criminali. Un’attività regolata produce invece un flusso che può essere monitorato, tassato e — almeno in teoria — indirizzato verso politiche pubbliche. Nel caso del tabacco, il meccanismo è perfettamente visibile. La Legge di Bilancio 2026 ha rimodulato le accise sui prodotti del tabacco con aumenti progressivi fino al 2028. Gli incassi tributari da sigarette e altri prodotti — tra accise, IVA e imposte di consumo — hanno raggiunto nel 2025 il record storico di 15,6 miliardi di euro. I nuovi aumenti prevedono entrate aggiuntive di 213 milioni nel 2026, 465,8 milioni nel 2027 e 796,9 milioni nel 2028. Il governo è esplicito nel dichiarare il doppio obiettivo: aumentare il gettito fiscale e, contestualmente, scoraggiare il consumo. È questa la tensione fondamentale che rende il paradosso così nitido: le politiche fiscali sul tabacco perseguono simultaneamente due finalità in conflitto strutturale. Se il consumo diminuisse drasticamente, il gettito crollerebbe. Se il gettito deve essere massimizzato, il consumo deve restare sufficientemente alto. Non si tratta di una malizia: è la logica interna di qualunque fiscalità su beni a domanda anelastica. Nel caso del gioco pubblico, la contraddizione è ancora più evidente. L’ADM non si limita a tollerare il gioco: lo organizza, regola, concede e tassa. Nel 2025 ha effettuato oltre 31.000 controlli sul settore, ha oscurato 1.038 siti di gioco illegale e ha aggiudicato 52 nuove concessioni online a 46 operatori economici. Il sistema è concepito per separare il gioco autorizzato — che produce gettito — dal gioco illegale — che lo sottrae. Il confine non è tra gioco buono e gioco cattivo, ma tra gioco controllabile e gioco incontrollabile.

3. Il caso del mercato illegale delle droghe: quando la rendita va alla criminalità

Il confronto con le droghe proibite illumina la differenza sistemica. Nei mercati illegali non esiste il circuito produttore → Stato. Esiste invece il circuito produttore → organizzazione criminale → consumatore → riciclaggio. Secondo le stime delle Nazioni Unite e di Europol, il traffico di droga genera centinaia di miliardi di dollari l’anno a livello globale. Nell’Unione Europea, secondo l’Agenda UE in materia di droga, il valore al dettaglio del mercato delle droghe illecite supera i 30 miliardi di euro l’anno, rendendolo una delle principali fonti di finanziamento della criminalità organizzata europea. La Direzione Centrale per i Servizi Antidroga ha confermato nel 2025 che il narcotraffico «costituisce ancora la principale fonte di arricchimento della criminalità organizzata» italiana. La Banca d’Italia ha osservato che tra il 2013 e il 2023 i consumatori di sostanze psicotrope a livello globale sono aumentati del 29%, con implicazioni dirette sui mercati illegali e sui circuiti di riciclaggio. Quest’ultimo fenomeno — il reinvestimento del profitto criminale in attività legali — rappresenta il punto in cui il mercato illegale penetra nell’economia legale: attraverso immobili, imprese, appalti, attività commerciali. Non si tratta di un dibattito teorico sulla legalizzazione delle droghe. Si tratta di un dato strutturale: proibire un mercato non elimina la domanda. Può, tuttavia, spostarne i proventi verso soggetti che non pagano tasse, non rispettano standard di sicurezza e non rispondono ad alcun controllo pubblico.

4. Il sistema degli appalti: dove il confine si fa più sottile

Il paradosso non riguarda solo le sostanze. Riguarda la gestione del denaro pubblico, che è l’altra faccia dello stesso problema: il controllo dei flussi economici. La Relazione annuale dell’Autorità Nazionale Anticorruzione (ANAC), presentata al Parlamento nell’aprile 2026, ha fotografato un sistema degli appalti pubblici con alcune caratteristiche preoccupanti. Nel 2025 il valore complessivo degli appalti in Italia ha raggiunto i 309,7 miliardi di euro — il 13,9% in più rispetto al 2024 — con 287.421 procedure di affidamento. La criticità principale segnalata dall’ANAC riguarda la composizione di questo mercato: gli affidamenti diretti — cioè quelli senza gara competitiva — hanno rappresentato circa il 95% delle acquisizioni totali. Il presidente Giuseppe Busia ha descritto questa tendenza come un fenomeno in cui «si annidano sovente sprechi, opportunismi, frazionamenti artificiosi, talvolta perfino infiltrazioni criminali». Un dato che, nelle parole dell’Autorità, si colloca in un contesto in cui «la corruzione si è fatta più insidiosa e sfuggente», trasformandosi in consulenze fittizie, sponsorizzazioni opache, rapporti informali difficili da tracciare. Il nuovo rapporto ANAC del luglio 2026 sui procedimenti penali in materia di appalti — che analizza il periodo 2020-2026 — conferma che lavori pubblici ed enti territoriali «continuano a rappresentare le principali aree di rischio legate al fenomeno corruttivo». Il reato di abuso d’ufficio, uno degli strumenti tradizionalmente utilizzati per contrastare le condotte ai margini della legalità, è stato abrogato, creando un vuoto normativo che l’ANAC ha esplicitamente segnalato come fattore di rischio. Attenzione: questi dati descrivono un sistema di rischio e fragilità, non una prova di corruzione generalizzata. Il confine tra interesse legittimo, influenza, conflitto di interessi e corruzione è analitico prima che giuridico, e deve essere rispettato.

5. La scala del grigio: dal lobbying alla cattura regolatoria

La politica è il luogo in cui si decide cosa è legale e cosa non lo è, cosa viene tassato e come, chi ottiene concessioni e a quali condizioni. È quindi inevitabile che i mercati regolati cerchino di influenzare le decisioni politiche. Questa è la dinamica ordinaria delle democrazie liberali. Esiste però una differenza fondamentale tra il lobbying — inteso come rappresentanza organizzata di interessi in un quadro trasparente — e la cattura regolatoria, in cui le decisioni pubbliche vengono di fatto delegate ai soggetti che dovrebbero essere regolati. E tra cattura regolatoria e corruzione, che è un fenomeno diverso e più grave. L’ANAC segnala che l’Italia non dispone ancora di una legge organica sui conflitti di interesse, né di una regolamentazione del lobbying comparabile a quella dei principali sistemi democratici europei. Questo vuoto normativo non dimostra che vi siano comportamenti illeciti generali: dimostra che i meccanismi di prevenzione restano insufficienti. La domanda rilevante non è quindi: lo Stato è corrotto? La domanda è: i meccanismi di governance esistenti sono sufficienti a impedire che gli interessi economici — dei settori del tabacco, del gioco, dell’industria degli appalti — trasformino la propria forza economica in potere normativo incontrollato?

La risposta, sulla base dei dati disponibili, è: non ancora.

6. Il flusso economico come variabile comune

Tabacco, alcol, gioco, droga, appalti pubblici, corruzione: fenomeni apparentemente lontani che possono essere studiati attraverso una variabile comune: il controllo dei flussi economici. Nel mercato del tabacco, il flusso va dal consumatore verso le imprese e poi verso lo Stato attraverso le accise. Nel mercato del gioco pubblico, il flusso passa attraverso i concessionari verso l’ADM. Nel mercato della droga illegale, il flusso viene intercettato dalla criminalità organizzata, trasformato in profitto e poi reimmesso nell’economia legale attraverso il riciclaggio. Nella corruzione negli appalti, la risorsa pubblica viene deviata verso soggetti privati in cambio di vantaggi illeciti. In tutti i casi, ciò che cambia non è la natura dell’attività economica sottostante — il trasferimento di valore — ma il soggetto che controlla quel flusso e la modalità con cui viene ridistribuito o accumulato. Da questa prospettiva, la legalizzazione non è solo una scelta etica: è una scelta sul controllo. Regolare un mercato significa renderlo visibile, tracciabile, tassabile. Proibirlo significa spostarlo nell’ombra, con effetti che possono essere, secondo i casi, preferibili o peggiori rispetto alla regolazione.

7. La domanda che resta aperta

Esiste una domanda che nessun dato statistico può risolvere da solo, perché è una domanda di valore prima che di fatto: quando un’attività produce contemporaneamente profitto privato, gettito pubblico e danno sociale, quale dei tre interessi tende a prevalere nelle decisioni politiche?. I dati italiani del 2026 suggeriscono che questa tensione non è risolta. Il sistema tassa il tabacco mentre riconosce che il fumo uccide 93.000 persone l’anno. Regola il gioco mentre documenta la crescita della dipendenza. Gestisce appalti per 309 miliardi di euro con procedure che l’ANAC definisce strutturalmente esposte a rischi di infiltrazione e abuso. Nessuna di queste contraddizioni è necessariamente il prodotto di malafede o corruzione. Sono il prodotto di sistemi di governance che devono bilanciare obiettivi eterogenei e spesso incompatibili: gettito fiscale, salute pubblica, ordine pubblico, efficienza economica, consenso politico. Il problema fondamentale — come scriveva il giurista e filosofo del diritto Bobbio —

“non è distinguere tra il bene e il male. È capire dove esattamente si trova il confine, e chi ha il potere di spostarlo”.

Questa è la domanda italiana del 2026.

Salvatore Martino scrive di economia politica, governance e trasformazioni istituzionali per offlinemind.com.

Note e fonti

  1. SIMA – Società Italiana di Medicina Ambientale, dati su mortalità da tabacco e costi sanitari (93.000 decessi/anno, 26 miliardi di euro): https://www.reumatologia.it/cmsx.asp?IDPg=2089
  2. Ministero della Salute – Tabagismo, dati ufficiali su rischi e mortalità: https://www.salute.gov.it/new/it/tema/fumo-prodotti-del-tabacco-sigarette-elettroniche/tabagismo/
  3. Ministero della Salute – Alcol, sezione dedicata alla prevenzione e ai rischi da consumo: https://www.salute.gov.it/new/it/tema/alcol/
  4. Il Sole 24 Ore, «Tabacchi, in Italia fisco record a 15,6 miliardi. Regole UE in cerca di nuovi equilibri» (giugno 2026): https://www.ilsole24ore.com/art/tabacchi-italia-fisco-record-156-miliardi-regole-ue-cerca-nuovi-equilibri-AISFLhhD
  5. Fiscal Focus – Legge di Bilancio 2026, dettaglio accise tabacco e proiezioni di gettito: https://www.fiscal-focus.it/quotidiano/altre-tematiche/economia-societa/prezzi-delle-sigarette-aumenti-dal-16-gennaio-2026-quali-sigarette-costeranno-di-piu,3,180813
  6. Senato della Repubblica – Dossier n. 580, Leg. 19, art. 28 sulla disciplina delle accise sui tabacchi lavorati: https://www.senato.it/show-doc?leg=19&tipodoc=DOSSIER&id=1477486&idoggetto=0&part=dossier_dossier1-sezione_sezione12-h2_h229
  7. JAMMA, «Bilancio ADM 2025: raccolta a 165,3 miliardi, gettito erariale 11,5 miliardi» (luglio 2026): https://www.jamma.it/attualita/bilancio-adm-2025-oltre-31-mila-controlli-sul-gioco-raccolta-a-1653-miliardi-e-record-di-siti-illegali-oscurati-355042
  8. JAMMA, «Giochi, ADM: nel primo trimestre 2026 raccolta a 45,4 miliardi» (luglio 2026): https://www.jamma.it/primopiano/giochi-adm-nel-primo-trimestre-2026-raccolta-a-454-miliardi-gettito-in-calo-dell171-355999
  9. Avviso Pubblico, «I dati ufficiali sul gioco d’azzardo in Italia nel 2025» (aprile 2026): https://www.avvisopubblico.it/home/home/cosa-facciamo/informare/documenti-tematici/gioco-dazzardo/i-dati-ufficiali-sul-gioco-dazzardo-in-italia-nel-2025/
  10. PressGiochi, Relazione sul settore dei giochi pubblici alla Camera – dati 2025 (giugno 2026): https://www.pressgiochi.it/relazione-sul-settore-dei-giochi-pubblici-alla-camera-nel-2025-raccolta-complessiva-a-1653-mld-di-euro/151416
  11. ANAC – Relazione annuale al Parlamento sull’attività svolta nel 2025 (aprile 2026): https://www.anticorruzione.it/-/cs.21.04.2026.relazione.anac
  12. Lavori Pubblici, «Relazione ANAC 2026: appalti da 309 miliardi, boom affidamenti diretti e criticità PNRR»: https://www.lavoripubblici.it/news/relazione-anac-2026-appalti-pubblici-affidamenti-diretti-pnrr-37911
  13. Risorgimento Sicilia, «Relazione ANAC 2026: corruzione più sofisticata, affidamenti diretti al 95%»: https://risorgimentosicilia.qds.it/economia/relazione-anac-corruzione-italia-appalti-2026/
  14. ANAC – Report sulla corruzione negli appalti (2020-2026) (agosto 2026): https://www.anticorruzione.it/-/news.03.08.2026.report-corruzione-negli-appalti-in-italia
  15. Banca d’Italia, Intervento sul tema antiriciclaggio e criptoattività – dati su consumatori di sostanze psicotrope e criminalità organizzata: https://www.bancaditalia.it/pubblicazioni/interventi-direttorio/int-dir-2025/20251128-angelini/index.html
  16. UNODC – Rapporto mondiale sulla droga 2025, dati globali su traffici illeciti e consumo: https://www.gliscomunicati.it/2025/07/12/rapporto-uodc-2025-sulle-droghe-illegali/
  17. Commissione Europea – Agenda e Piano d’Azione UE in materia di droga 2021-2025, stima valore mercato droghe illecite UE (oltre 30 miliardi/anno): https://eur-lex.europa.eu/legal-content/IT/TXT/HTML/?uri=CELEX%3A52020DC0606
  18. Direzione Centrale per i Servizi Antidroga – Rapporto 2025: https://antidroga.interno.gov.it/2025/
  19. Camera dei Deputati – Temi parlamentari: Accise e dogane, iter normativo Legge di Bilancio 2026: https://temi.camera.it/leg19/temi/19_tl18_accise.html

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