Logout dalla fede. Quando la Chiesa diventa un social e i credenti se ne vanno
di OfflineMind.com
A Gibellina (nella provincia siciliana di Trapani), una casa privata viene consacrata come chiesa. Non da Roma. Non con l’approvazione vaticana. Ma da un ex sacerdote e da un laico. Risultato? La Diocesi di Mazara del Vallo pubblica un decreto: divieto assoluto di partecipare a qualunque atto di culto in quel luogo. Non è riconosciuto. Non è autorizzato. Non è “nostro”.
Ecco cos’è rimasta oggi della Chiesa cattolica: un social autoreferenziale, dove contano solo le credenziali d’accesso.
Non importa cosa dici, ma chi ti ha dato il permesso di dirlo.
La fede come account verificato
La Chiesa ha creato un sistema chiuso, dove solo chi è “in comunione” può parlare, pregare, celebrare. La comunione, però, non è più un legame spirituale. È una verifica del profilo. Sei dentro? Allora puoi. Sei fuori? Allora sei un problema. O peggio: un pericolo.
Chi osa uscire dalla piattaforma viene oscurato. Come è accaduto a Vincenzo Avvinti e Silvestro Martino, promotori della “Vecchia Chiesa Cattolica”. Hanno provato a vivere la fede fuori dal recinto. Risposta: esclusione totale. Un ban spirituale con tanto di nota ufficiale.
Un Vangelo gestito da moderatori
Il cristianesimo delle origini nasceva nelle case, senza gerarchie, senza palazzi. Oggi, invece, ogni gesto deve passare da un ufficio diocesano. Ogni parola da un catechismo approvato. Ogni preghiera da un’autorità.
È fede questa? O gestione del marchio?
Il caso di Gibellina mostra quanto la Chiesa cattolica sia diventata più simile a un social in crisi che a una comunità viva. Ha ancora milioni di iscritti, ma sempre meno utenti attivi. Sempre più profili fantasma.
Ex fedeli come ex utenti
Non stiamo assistendo a una “crisi della fede”, ma a una fuga silenziosa. Non c’è rivolta, non ci sono roghi, non ci sono eresie. Solo gente che esce, che smette di loggarsi. Che non trova più senso in una liturgia ripetitiva, in omelie costruite come post virali, in una gerarchia che punisce chi cerca libertà spirituale.
E chi resta? Spesso lo fa per abitudine. O per paura. Ma non per convinzione.
Il vero pericolo: sembrare ancora vivi
La Chiesa continua a organizzare eventi, a usare i social, a “modernizzarsi”. Ma è una modernità di facciata. Come un vecchio sito ridisegnato per sembrare giovane. Sotto, il codice è lo stesso. Lo schema è immutato: controllo, obbedienza, appartenenza.
Ma oggi i giovani non cercano appartenenza. Cercano autenticità. E se non la trovano lì, la cercano altrove. Anche in una casa di Gibellina, con un altare fatto a mano e una fede scomunicata.
La domanda finale
Se Dio esiste, davvero credete che si offenda per un altare consacrato senza autorizzazione?
OfflineMind.com
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