Intelligenza Artificiale

Dopo i social: l’IA cambierà il modo in cui decidiamo?

Salvatore Martino · · 5 min

Quando produrre contenuti diventa quasi gratuito, la vera risorsa potrebbe diventare la capacità di verificarli, valutarli e decidere su quali informazioni agire.

Per anni il problema centrale dei social network è stato la distribuzione: come portare un contenuto davanti al maggior numero possibile di persone.

L’intelligenza artificiale generativa sta modificando radicalmente questa equazione. Produrre testo, immagini, audio e video è diventato molto più semplice e veloce. La conseguenza potrebbe essere paradossale: quando il contenuto diventa praticamente inesauribile, il contenuto stesso perde parte del proprio valore come criterio di selezione.

La questione successiva diventa allora un’altra:

Come si decide quali informazioni meritano attenzione e quali decisioni possono essere fondate su di esse?

Questa non è una previsione sulla morte dei social. È una tesi di ricerca.

Una trasformazione già in corso

Alcune infrastrutture tecnologiche stanno già separando elementi che nel modello tradizionale appartenevano alla stessa piattaforma.

ActivityPub ha costruito un modello federato del Social Web. L’AT Protocol separa identità, dati, servizi di distribuzione e algoritmi, prevedendo identità persistenti, repository firmati, portabilità degli account e possibilità di scegliere diversi sistemi di aggregazione.

Solid segue una direzione diversa: separare i dati dalle applicazioni e permettere all’utente di controllare l’accesso ai propri dati.

Parallelamente, C2PA sta costruendo un’infrastruttura per la provenienza dei contenuti digitali. Le Content Credentials possono registrare e verificare informazioni sulla creazione e sulle successive modifiche di un contenuto.

Il principio C2PA è particolarmente importante: lo standard permette di verificare le dichiarazioni sulla provenienza, ma non assegna un giudizio di valore al contenuto. Non dice quindi automaticamente che un’informazione sia vera, corretta o utile.

Qui compare una distinzione fondamentale.

Provenienza non significa verità.

E, ancora meno, significa decisione corretta.

Il possibile punto di rottura

Possiamo quindi immaginare una sequenza:

IDENTITÀ → CONTENUTO → PROVENIENZA → CONTESTO → VALUTAZIONE → DECISIONE

Le tecnologie emergenti stanno affrontando diversi segmenti di questa catena.

L’AT Protocol, per esempio, separa esplicitamente il livello della produzione del discorso dal livello della sua diffusione: speech e reach sono trattati come livelli differenti. Inoltre consente la presenza di diversi aggregatori e sistemi algoritmici.

C2PA affronta invece la storia del contenuto: chi lo ha prodotto, quali trasformazioni ha subito e quali informazioni sulla sua provenienza possono essere verificate.

Ma rimane una domanda:

chi governa il passaggio dalle informazioni disponibili alla decisione?

La domanda non significa che oggi nessuno prenda decisioni.

Al contrario: le decisioni vengono continuamente prese dagli utenti, influenzate dai sistemi di raccomandazione, dalle piattaforme, dalle interfacce e dagli algoritmi.

Il problema è se esista un processo esplicito, verificabile e orientato all’obiettivo dell’utente che colleghi le evidenze alla decisione.

Il possibile dopo-social

Da questa prospettiva, il successore dei social potrebbe non essere un’altra piattaforma.

Potrebbe essere una rete di servizi interoperabili nella quale:

  • l’identità non appartiene necessariamente a una singola piattaforma;
  • i dati possono essere portabili;
  • il contenuto può possedere informazioni verificabili sulla propria provenienza;
  • gli algoritmi di distribuzione possono essere separati dal contenuto;
  • differenti comunità possono adottare differenti regole;
  • l’utente mantiene la responsabilità della decisione;
  • il processo che porta dalla disponibilità dell’informazione alla decisione può essere ricostruito e verificato.

In questo modello il social network diventerebbe soltanto uno dei livelli dell’infrastruttura.

Non più:

piattaforma → dati → algoritmo → feed → utente

ma:

identità → dati → contenuto → provenienza → servizi → valutazione → decisione

È una differenza architetturale, non semplicemente estetica.

Dove entra PENSAI

Qui è necessario essere rigorosi.

PENSAI non dimostra questa teoria.

E non deve essere presentato come il futuro dei social.

La funzione di PENSAI può essere sottoposta a una domanda molto più precisa:

può un processo decisionale governato trasformare informazioni verificabili in una decisione esplicita, motivata e successivamente verificabile?

Se la risposta fosse sì, PENSAI potrebbe occupare un livello diverso da quello dei protocolli sociali.

ActivityPub potrebbe occuparsi dell’interoperabilità.

AT Protocol dell’identità, dei repository e della portabilità.

C2PA della provenienza.

Altri sistemi della distribuzione, della reputazione o della moderazione.

PENSAI, eventualmente, della governance del processo decisionale.

Ma questa è ancora un’ipotesi.

La domanda di ricerca

La tesi, quindi, non è:

«I social moriranno.»

È:

Quando l’intelligenza artificiale rende il contenuto abbondante e facilmente manipolabile, il valore critico della rete potrebbe spostarsi dalla capacità di produrre e distribuire informazioni alla capacità di valutarle e governare le decisioni che ne derivano.

La domanda successiva è ancora più importante:

Esiste già un’architettura che integri identità, dati, provenienza, distribuzione, valutazione, decisione e verifica in un unico processo interoperabile?

Se esiste, la tesi deve confrontarsi con essa.

Se non esiste, potrebbe esserci un gap architetturale.

Non sarebbe ancora una soluzione.

Sarebbe però un problema reale da studiare.

Ed è probabilmente questa la domanda più interessante da porre oggi sul possibile dopo-social: non chi sostituirà Facebook, Instagram o TikTok, ma quale infrastruttura governerà il rapporto tra informazione, fiducia e decisione quando produrre informazione sarà diventato quasi gratuito.

Fonti essenziali


Disclaimer sull’uso dell’IA

Questo articolo è stato realizzato con il supporto di strumenti di intelligenza artificiale. L’IA è stata utilizzata per attività di ricerca, organizzazione, analisi e supporto alla redazione. Le fonti citate sono state sottoposte a verifica e il contenuto rappresenta un’ipotesi di ricerca, non una previsione certa né una conclusione scientifica definitiva. La responsabilità editoriale e della pubblicazione rimane umana.

Salvatore Martino

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