E se chiedessimo all’IA di provare a sbagliare?
Quando utilizziamo l’intelligenza artificiale, normalmente facciamo una domanda e aspettiamo una risposta. Poi, se la risposta appare convincente, siamo portati a considerarla buona.
Ma è davvero sufficiente?
Da questa domanda nasce una riflessione che sto sviluppando all’interno di PENSAI.
E se, prima di accettare una decisione, chiedessimo all’IA di provare a dimostrare che quella decisione è sbagliata?
Non per complicare il processo. Non per creare dubbi inutili. E nemmeno per lasciare all’intelligenza artificiale l’ultima parola.
Al contrario.
L’idea è molto semplice: una decisione importante dovrebbe poter essere messa alla prova. Perché una scelta può sembrare corretta anche semplicemente perché nessuno ha cercato abbastanza seriamente di contestarla. Immaginiamo allora di cambiare prospettiva. Invece di chiedere soltanto:
«Qual è la soluzione migliore?»
potremmo chiedere anche:
«Cosa potrebbe dimostrare che questa soluzione non è quella giusta?»
È una differenza apparentemente piccola, ma può cambiare il modo in cui guardiamo una decisione assistita dall’IA. L’intelligenza artificiale è molto efficace nel produrre possibilità, argomentazioni e risposte.
Ma proprio per questo dobbiamo imparare a non confondere una risposta plausibile con una decisione verificata.
PENSAI nasce anche da questa esigenza: introdurre disciplina nel momento in cui una possibilità deve diventare una scelta.
La nuova ricerca che sto sviluppando parte quindi da una domanda precisa:
una decisione è davvero robusta se nessuno ha mai cercato seriamente di dimostrare che potrebbe essere sbagliata?
Non ho ancora una risposta definitiva. E non voglio averla prima di averla verificata. Questo è il punto. La ricerca non serve a dimostrare che un’idea è buona.
Serve anche a scoprire se non lo è. Per questo, in questa fase, preferisco non anticipare il metodo nei suoi dettagli.
- Prima voglio sottoporlo a test.
- Poi confrontare i risultati.
- E solo dopo trarre una conclusione.
Se funzionerà, potrà aprire una strada interessante nella governance delle decisioni assistite dall’intelligenza artificiale. Se non funzionerà, sarà comunque un risultato utile. Perché anche scoprire che una buona intuizione non regge alla prova dei fatti è conoscenza.
La domanda, per ora, rimane aperta.
E forse è proprio questo il modo corretto di iniziare.
Salvatore Martino
Ideatore di PENSAI
Disclaimer PENSAI
Questo articolo presenta una riflessione e una linea di ricerca in corso nell’ambito di PENSAI. Le idee descritte sono oggetto di sviluppo e verifica e non costituiscono, allo stato attuale, risultati scientifici definitivamente validati.
PENSAI non presenta le ipotesi qui illustrate come verità dimostrate. La loro validità dovrà essere verificata attraverso test, confronti e valutazioni indipendenti.
Il contenuto è stato elaborato con il supporto dell’intelligenza artificiale, sotto la responsabilità editoriale e finale di Salvatore Martino.
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