Perché le P.A. dovrebbero adottare PENSAI per l’IA
PENSAI e la governance dell’intelligenza artificiale nella Pubblica Amministrazione
Un’ipotesi agnostica per governare l’intelligenza artificiale nella Pubblica Amministrazione
La domanda non dovrebbe essere se una Pubblica Amministrazione debba utilizzare l’intelligenza artificiale. La trasformazione è già iniziata: secondo l’OECD, nel 2026 l’IA viene utilizzata in almeno un’area governativa in 35 dei 36 Paesi OECD analizzati. Tuttavia, l’adozione è molto più prudente nelle attività di policymaking e supervisione, dove aumentano le esigenze di qualità dei dati, trasparenza e garanzie.
La vera domanda diventa quindi un’altra: come può una Pubblica Amministrazione utilizzare l’IA senza trasformare l’output di un algoritmo nella decisione dell’Amministrazione?
È in questo spazio che può essere formulata l’ipotesi PENSAI.
IA che genera, amministrazione che decide
Un sistema di intelligenza artificiale generativa è particolarmente efficace nel produrre informazioni, alternative, sintesi, scenari e possibili soluzioni. Ma generare una possibilità non significa stabilire che quella possibilità debba essere adottata.
Una decisione amministrativa richiede invece un problema definito, un obiettivo, vincoli, criteri di valutazione, responsabilità e una verifica dell’esito.
PENSAI propone di separare questi due livelli:
IA = genera possibilità.
PENSAI = governa il processo.
Essere umano = mantiene la responsabilità della decisione.
Non si tratta di attribuire a PENSAI una capacità superiore all’IA. Al contrario, l’approccio è volutamente agnostico rispetto alla tecnologia utilizzata.
Il modello linguistico potrebbe cambiare. Il fornitore potrebbe cambiare. L’algoritmo potrebbe cambiare. La metodologia di governo del processo potrebbe invece rimanere stabile.
Un’esigenza già riconosciuta
Questa impostazione non nasce nel vuoto.
Il NIST AI Risk Management Framework individua quattro funzioni fondamentali per la gestione del rischio dell’IA: Govern, Map, Measure e Manage. La funzione “Govern” è trasversale e deve essere integrata nell’intero ciclo di gestione del rischio. Il framework sottolinea inoltre l’importanza della documentazione per trasparenza, revisione umana e accountability.
Anche le caratteristiche individuate dal NIST per un’IA affidabile comprendono validità e affidabilità, sicurezza, resilienza, accountability, trasparenza, spiegabilità, interpretabilità, tutela della privacy e gestione dei bias.
L’OECD arriva a una conclusione analoga osservando il problema dal punto di vista delle amministrazioni pubbliche. Il suo quadro per una Trustworthy AI in Government organizza la governance intorno a tre pilastri: enablers, guardrails ed engagement. L’obiettivo è permettere alle amministrazioni di sfruttare l’IA mantenendo contemporaneamente controllo, affidabilità e orientamento al pubblico interesse.
Il problema, quindi, esiste indipendentemente da PENSAI.
PENSAI rappresenta semplicemente una possibile risposta metodologica a quel problema.
Perché proprio una P.A. innovativa?
Una Pubblica Amministrazione innovativa non dovrebbe essere quella che utilizza più IA.
Dovrebbe essere quella che sa governarla meglio.
L’innovazione amministrativa non coincide necessariamente con l’introduzione di una nuova tecnologia. Può consistere anche nella progettazione di un processo che renda quella tecnologia controllabile, documentabile e verificabile.
Una P.A. potrebbe utilizzare un modello generativo per analizzare un problema complesso e produrre diverse alternative.
PENSAI potrebbe quindi organizzare il procedimento secondo una sequenza esplicita:
PROBLEMA → OBIETTIVO → VINCOLI → OPZIONI → VALUTAZIONE → DECISIONE → AZIONE → VERIFICA
Il vantaggio potenziale non sarebbe quindi una presunta “previsione perfetta”.
Sarebbe la possibilità di rendere visibile come si è arrivati alla decisione.
La questione della fiducia
Questo aspetto diventa particolarmente importante quando l’IA entra nella relazione tra amministrazione e cittadino.
L’OECD rileva nel 2026 che le persone sono generalmente più propense a riconoscere all’IA pubblica possibili miglioramenti nella qualità e nell’efficienza dei servizi rispetto alla sua capacità di essere percepita come equa, trasparente e rispettosa dei dati personali. Lo stesso studio evidenzia quindi il rapporto tra governance dell’IA e fiducia nelle istituzioni.
La questione non è quindi soltanto tecnologica.
È istituzionale.
Un cittadino potrebbe accettare più facilmente l’utilizzo dell’IA da parte di un’Amministrazione se fosse possibile comprendere almeno:
- quale problema è stato affrontato;
- quali alternative sono state considerate;
- quali criteri sono stati utilizzati;
- quali vincoli hanno escluso determinate alternative;
- dove è intervenuto l’essere umano;
- quale verifica è stata effettuata successivamente.
PENSAI potrebbe essere sperimentato proprio come struttura per rendere questo percorso maggiormente esplicito.
PENSAI non è una certificazione
È fondamentale evitare un equivoco.
Adottare PENSAI non significa automaticamente essere conformi all’AI Act.
Il Regolamento europeo 2024/1689 stabilisce un quadro giuridico specifico per l’intelligenza artificiale e introduce obblighi differenti in funzione della natura e del rischio dei sistemi utilizzati. Regolamento europeo 2024/1689 – AI Act
PENSAI non sostituisce quindi la normativa, il GDPR, le procedure amministrative, le valutazioni d’impatto, i sistemi di controllo interno o le competenze professionali.
Può, al massimo, essere considerato un possibile componente metodologico all’interno di un sistema più ampio di governance.
Questa distinzione è essenziale per mantenere l’approccio agnostico.
La vera prova: sperimentare
Una Pubblica Amministrazione non dovrebbe adottare PENSAI perché viene definito innovativo.
Dovrebbe adottarlo, eventualmente, perché un esperimento dimostra che funziona meglio di una determinata procedura alternativa.
La sperimentazione potrebbe partire da un singolo processo amministrativo a rischio controllato.
Si potrebbero confrontare:
processo tradizionale
contro
processo assistito da IA + PENSAI
misurando tempi, errori, tracciabilità, qualità delle motivazioni, riproducibilità del procedimento, interventi umani e percezione degli operatori.
Il NIST stesso sottolinea l’importanza della valutazione dell’efficacia dei sistemi di gestione del rischio e dell’esistenza di processi espliciti per le decisioni di tipo go/no-go.
Questo suggerisce un principio semplice:
prima la verifica, poi l’adozione.
Una possibile infrastruttura decisionale
Se l’esperimento producesse risultati positivi, PENSAI potrebbe essere concepito non come un nuovo “cervello artificiale” della Pubblica Amministrazione, ma come una sorta di infrastruttura metodologica del processo decisionale assistito dall’IA.
L’IA potrebbe cambiare.
Il modello potrebbe cambiare.
Il fornitore potrebbe cambiare.
La metodologia potrebbe continuare a chiedere le stesse domande fondamentali:
Qual è il problema?
Qual è l’obiettivo?
Quali sono le alternative?
Quali sono ammissibili?
Come vengono valutate?
Chi decide?
Cosa viene fatto?
Come viene verificato il risultato?
È probabilmente questa, più che la semplice introduzione di un chatbot, la sfida dell’innovazione amministrativa nell’era dell’IA.
Conclusione
Le moderne Pubbliche Amministrazioni non hanno necessariamente bisogno di più intelligenza artificiale.
Hanno bisogno di migliori modalità per governare quella che già stanno introducendo.
PENSAI può essere considerato una proposta in questa direzione: non una macchina che decide al posto dell’Amministrazione, non una certificazione di conformità e non una promessa di decisioni infallibili.
È un’ipotesi metodologica.
La sua validità deve essere dimostrata sul campo.
Ed è proprio questo il punto di partenza più coerente con una Pubblica Amministrazione realmente innovativa: non credere alla tecnologia, ma sottoporla a un processo verificabile di governo, sperimentazione e valutazione.
Riferimenti bibliografici
OECD — Digital Government Outlook 2026
Adopting and governing AI in government.
OECD – Digital Government Outlook 2026
OECD — Survey on Drivers of Trust in Public Institutions 2026
Trustworthy artificial intelligence in the public sector.
OECD – Trustworthy AI in the public sector
NIST — AI Risk Management Framework 1.0
Tabassi, E. (2023), Artificial Intelligence Risk Management Framework (AI RMF 1.0), NIST AI 100-1. DOI: 10.6028/NIST.AI.100-1.
NIST – AI Risk Management Framework
NIST — AI RMF Playbook
Govern, Map, Measure, Manage. NIST – AI RMF Playbook
Unione europea — Artificial Intelligence Act
Regolamento (UE) 2024/1689 del Parlamento europeo e del Consiglio. EUR-Lex – Regolamento (UE) 2024/1689
Questo articolo è stato elaborato con il supporto di strumenti di intelligenza artificiale. I contenuti, le argomentazioni e le conclusioni sono sottoposti a valutazione editoriale umana e non costituiscono consulenza giuridica, amministrativa o tecnica. Le fonti bibliografiche indicate sono riferimenti pubblici verificabili; la loro presenza non implica che le istituzioni citate abbiano valutato, approvato o raccomandato PENSAI. Il riferimento a PENSAI ha esclusivamente finalità analitica e sperimentale. Non viene presentato come soluzione certificata, standard normativo o garanzia di conformità all’AI Act o ad altra normativa. L’obiettivo dell’articolo è contribuire al dibattito sull’uso governato dell’intelligenza artificiale nella Pubblica Amministrazione, mantenendo separati generazione delle possibilità, governance del processo e responsabilità della decisione.
