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Quando la Smart TV è spenta, è davvero spenta?

OffLineMind · · 6 min

Standby, microfoni, raccolta dati e il confine sempre più sottile tra dispositivo domestico e sensore

Una televisione spenta dovrebbe essere, intuitivamente, un dispositivo inattivo. Ma nelle Smart TV moderne la parola “spenta” può indicare semplicemente uno stato di standby: lo schermo è nero, ma alcuni circuiti possono continuare a funzionare.

La questione è tornata al centro dell’attenzione nel settembre 2026, dopo un’indagine condotta da Gamers Nexus e Level1Techs, con il coinvolgimento di ricercatori indipendenti. I test hanno riguardato alcuni televisori LG e hanno prodotto risultati che meritano attenzione, ma anche una necessaria distinzione tra ciò che è stato osservato e ciò che viene contestato dal produttore. (The Verge)

Il problema non è soltanto il microfono

Secondo l’indagine, alcuni televisori LG sarebbero in grado, anche in standby, di individuare dispositivi presenti sulla rete locale e di effettuare scansioni delle reti Wi-Fi circostanti. Nei test sarebbero stati individuati smartphone, smartwatch e altri dispositivi collegati alla rete. (Ars Technica)

Questo dato, preso isolatamente, non significa necessariamente “sorveglianza”. Una Smart TV deve comunicare con altri dispositivi per offrire funzioni come condivisione dello schermo, controllo remoto e integrazione con sistemi domestici.

Il problema nasce quando ci si chiede quali informazioni vengono raccolte, perché, per quanto tempo vengono conservate e verso quali server vengono successivamente trasferite.

La questione più controversa: l’audio

È qui che l’indagine diventa particolarmente rilevante.

I ricercatori sostengono di avere osservato registrazioni audio effettuate durante lo standby e, in alcuni test, anche quando il televisore non disponeva temporaneamente di una connessione Internet. Secondo la ricostruzione, i dati potrebbero rimanere memorizzati localmente e venire trasmessi successivamente quando la connessione viene ristabilita. (The Verge)

LG nega però questa interpretazione.

L’azienda afferma che il trattamento della voce avviene soltanto quando l’utente ha attivato la funzione vocale e viene premuto il relativo pulsante oppure riconosciuta una parola di attivazione come “Hi LG”. Secondo LG, il controllo della parola di attivazione avviene localmente e, se la parola non viene riconosciuta, l’audio utilizzato per tale controllo viene eliminato e non trasmesso ai server. (Tom’s Hardware)

Questa contrapposizione è importante: un’indagine tecnica e la dichiarazione del produttore non sono la stessa cosa.

Non è quindi corretto trasformare automaticamente il risultato dell’indagine nella frase:

“Le TV LG registrano sempre le conversazioni quando sono spente.”

La formulazione tecnicamente più prudente è:

alcuni ricercatori hanno documentato comportamenti che, secondo la loro interpretazione, indicano una possibile acquisizione di audio durante lo standby; LG nega che avvenga una registrazione ambientale non autorizzata.

Il precedente Vizio

La questione della raccolta dati nelle Smart TV non nasce nel 2026.

Nel 2017 la Federal Trade Commission statunitense intervenne contro Vizio per pratiche relative alla raccolta di dati sulla visione. Secondo la FTC, milioni di televisori avevano raccolto informazioni molto dettagliate sui contenuti visualizzati, comprese informazioni provenienti da dispositivi collegati al televisore. Vizio accettò un accordo da 2,2 milioni di dollari. (Commissione Federale del Commercio)

La tecnologia interessata era l’Automatic Content Recognition (ACR), una tecnologia oggi utilizzata da diverse piattaforme televisive per identificare i contenuti visualizzati e produrre dati utilizzabili, tra l’altro, per pubblicità e profilazione.

La stessa documentazione FTC ha evidenziato che le Smart TV rappresentano una categoria particolarmente interessante dal punto di vista del tracking e che le procedure per comprendere e disattivare alcune forme di raccolta possono essere complesse. (Commissione Federale del Commercio)

La domanda corretta

La domanda iniziale era: “Una Smart TV può raccogliere dati quando è spenta?” La risposta PENSAI non è semplicemente sì o no.

È:

dipende da cosa significa “spenta”, dal modello, dalle funzioni abilitate e dal tipo di dati considerato.

Possiamo distinguere almeno quattro livelli:

  1. Schermo spento ma TV alimentata: alcune funzioni possono continuare a funzionare.
  2. Standby con funzioni vocali attive: può esistere un’elaborazione locale necessaria al riconoscimento della parola di attivazione.
  3. Raccolta di dati di utilizzo o rete: può continuare secondo configurazione e modello.
  4. TV fisicamente disalimentata: senza alimentazione elettrica il dispositivo non può elaborare né trasmettere dati.

La parola “spenta”, quindi, non è sufficiente per stabilire lo stato tecnico del dispositivo.

La lezione PENSAI

La questione delle Smart TV mostra un problema più generale della tecnologia contemporanea.

Un oggetto acquistato come elettrodomestico può diventare contemporaneamente:

  • display;
  • computer;
  • dispositivo di rete;
  • microfono;
  • sensore;
  • piattaforma pubblicitaria;
  • nodo di una rete domestica.

Il proprietario continua a percepirlo come “televisore”.

Il sistema può invece considerarlo un endpoint connesso.

Questa differenza di percezione è precisamente il punto sul quale dovrebbe intervenire una governance tecnologica efficace.

Non dobbiamo partire dall’ipotesi:

“La TV ci spia.”

Ma nemmeno dall’ipotesi opposta:

“È soltanto una televisione e quindi non può fare nulla.”

Dobbiamo partire dalla domanda:

“Quali capacità possiede realmente questo dispositivo, quali sono attive, quali dati possono essere prodotti e quali evidenze dimostrano che vengono effettivamente utilizzate?”

È questa la differenza tra paura tecnologica e analisi tecnologica.

Conclusione

La ricerca del settembre 2026 non dimostra che tutte le Smart TV registrino le conversazioni quando sono spente.

Dimostra però qualcosa di più generale e già documentato da anni: una Smart TV moderna è un dispositivo informatico con capacità di raccolta dati molto superiori a quelle che il semplice termine “televisore” lascia immaginare. L’indagine più recente su LG aggiunge una questione ancora controversa: quanto di questa capacità possa rimanere operativo durante lo standby e quali dati possano essere conservati localmente prima di essere eventualmente trasmessi. (The Verge)

La conclusione più rigorosa, quindi, non è “la Smart TV ci ascolta”.

È:

se un dispositivo possiede microfono, rete, memoria e software, lo stato dello schermo nero non è sufficiente per sapere cosa stia facendo.

Ed è proprio per questo che la trasparenza tecnica, il consenso realmente comprensibile e la possibilità di verificare ciò che un dispositivo fa nella propria casa non sono dettagli secondari.

Sono una questione di governance della tecnologia.

Disclaimer IA — Salvatore Martino, autore di PENSAI: questo articolo distingue, per quanto possibile, fatti documentati, risultati di indagini indipendenti e dichiarazioni dei produttori. Le informazioni relative all’indagine LG del settembre 2026 sono riportate come risultati e contestazioni ancora oggetto di verifica indipendente. L’articolo non costituisce una valutazione tecnica forense di uno specifico modello di televisore.

Hyłf Göt!

Fonti principali: l’indagine tecnica è stata riportata da The Verge e Ars Technica; per la posizione ufficiale di LG, Tom’s Hardware; per il precedente Vizio, Federal Trade Commission.

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