Intelligenza Artificiale

Chi pagherà chi?

Salvatore Martino · · 3 min

Quando tutti possono fare quasi tutto, il valore si sposta verso chi sa scegliere, verificare e assumersi la responsabilità.

Se l’intelligenza artificiale ci rende progressivamente capaci di fare quasi tutto, emerge una domanda semplice ma profonda:

chi pagherà chi, e per che cosa?

Se scrivere, programmare, tradurre, progettare, analizzare e creare contenuti diventano attività accessibili a quasi tutti attraverso l’AI, la semplice capacità di eseguire potrebbe perdere parte della sua rarità.

Il valore potrebbe spostarsi altrove.

Verso chi sa definire il problema, verificare una risposta, distinguere il plausibile dal vero, assumere una responsabilità e prendere una decisione.

Questa non è soltanto una riflessione teorica. L’Organizzazione Internazionale del Lavoro rileva che circa un lavoratore su quattro nel mondo opera in un’occupazione con una qualche esposizione alla GenAI, ma sottolinea anche che, nella maggior parte dei casi, il lavoro è più esposto alla trasformazione delle attività che alla completa sostituzione.

L’OECD rileva inoltre che l’AI sta aumentando l’importanza della capacità di utilizzare, analizzare e interpretare dati, insieme a competenze come problem solving, creatività e innovazione.

L’AI può produrre molte soluzioni. Non stabilisce automaticamente quale sia quella giusta per uno specifico contesto umano.

Può accelerare il lavoro. Non elimina la necessità di fiducia.

Può suggerire una decisione. Non cancella le conseguenze di quella decisione.

Anche il quadro europeo sull’AI mantiene centrale il concetto di supervisione umana per determinati sistemi ad alto rischio e attribuisce responsabilità precise agli operatori coinvolti.

Forse, quindi, il futuro non sarà semplicemente quello in cui l’uomo verrà sostituito dalla macchina. Potrebbe essere quello in cui la produzione diventerà abbondante, mentre giudizio, verifica, responsabilità e fiducia resteranno scarsi.

Ed è proprio ciò che potrebbe determinare il nuovo valore economico.

La domanda non sarà più soltanto:

“Che cosa sai fare?”

Ma sempre più:

“Che cosa sai scegliere, verificare e di che cosa sei disposto a rispondere?”

Forse questa è la vera trasformazione introdotta dall’AI.

Quando quasi tutti potranno produrre quasi tutto, produrre non sarà più necessariamente ciò che ci renderà preziosi.

Potrebbe diventare prezioso sapere che cosa vale la pena produrre, perché farlo, se è vero e chi è disposto a metterci la propria responsabilità.

Perché quando il fare diventa abbondante, il valore potrebbe non stare più nelle mani che producono, ma nella responsabilità di chi sceglie.

E allora la domanda iniziale cambia.

Non più soltanto:

“Chi pagherà chi?”

Ma:

“Chi sarà ancora disposto a pagare qualcuno di cui si fida?”

Fonti

Disclaimer AI

Questo articolo è stato elaborato con il supporto dell’intelligenza artificiale. Le fonti sono state verificate e la responsabilità editoriale, interpretativa e della pubblicazione resta umana.

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