Pensiero · Saggi · Società

Deprescrizione: quali farmaci non è più necessario prendere?

6 Novembre 2026 di OffLineMind

Revisione della terapia farmacologica: medico e paziente valutano quali farmaci siano ancora necessari e quali possano essere eliminati in sicurezza. Deprescrizione e politerapia.
Traduzione automatica tramite Google Traduttore

Non chiedere soltanto quali farmaci prendere. Chiedi anche quali puoi smettere di prendere.

La deprescrizione, la politerapia e il diritto del paziente a una terapia necessaria, efficace e proporzionata.

OffLineMind – Salute, medicina e pensiero critico

Ogni volta che andiamo dal medico, siamo abituati a porre una domanda: «C’è qualche nuovo farmaco che dovrei prendere?».

Raramente ne poniamo un’altra, altrettanto importante: «Tra i farmaci che assumo, ce n’è qualcuno che non è più necessario?».

È una differenza apparentemente semplice, ma che apre una questione importante per la medicina contemporanea: curare non significa necessariamente aggiungere continuamente farmaci. Significa anche verificare che ogni farmaco assunto continui ad avere una ragione valida.

Assumere più medicinali non è automaticamente un errore. In molte situazioni è indispensabile. Il problema nasce quando una terapia si accumula nel tempo senza che venga periodicamente rivalutata.

Questa condizione merita attenzione, soprattutto nelle persone che convivono con più patologie croniche.

1. Che cosa significa politerapia?

In medicina si utilizza il termine politerapia per descrivere l’assunzione contemporanea di più medicinali.

La definizione convenzionale più utilizzata identifica la politerapia nell’assunzione di almeno cinque farmaci. Tuttavia, il numero da solo non determina se una terapia sia appropriata oppure no.

Anche due medicinali possono richiedere attenzione se interagiscono tra loro, se hanno indicazioni sovrapposte o se uno dei due non è più necessario.

Il problema, quindi, non è necessariamente quanti farmaci assumiamo, ma se ciascuno di essi continui a essere utile e sicuro.

L’Organizzazione Mondiale della Sanità ha inserito la sicurezza della politerapia tra le priorità della propria iniziativa internazionale Medication Without Harm, dedicata alla riduzione dei danni evitabili associati ai farmaci.

2. Perché assumere più farmaci può diventare un problema?

Ogni medicinale possiede benefici potenziali, ma anche possibili effetti indesiderati.

Quando aumentano i farmaci assunti contemporaneamente, possono aumentare anche:

  • le possibilità di interazioni farmacologiche;

  • il rischio di effetti indesiderati;

  • la difficoltà di rispettare correttamente gli orari e i dosaggi;

  • il rischio di duplicazioni terapeutiche;

  • la complessità della gestione quotidiana della terapia.

Negli anziani, questi aspetti meritano particolare attenzione. Alcuni medicinali possono contribuire a cadute, confusione, ipotensione o problemi gastrointestinali.

Non significa che questi farmaci siano necessariamente sbagliati: significa che il loro rapporto tra benefici e rischi deve essere valutato nella situazione concreta del paziente.

L’OMS raccomanda un approccio centrato sulla persona, con il coinvolgimento dei diversi professionisti sanitari.

3. La deprescrizione: quando togliere un farmaco significa curare meglio

Esiste un termine medico specifico per questo processo: deprescrizione.

Non si tratta di una rinuncia alle cure, né di una scelta autonoma del paziente di interrompere i medicinali.

È un processo clinico programmato attraverso il quale medico e paziente verificano se determinati farmaci siano ancora necessari, se producano benefici sufficienti e se i rischi siano diventati superiori ai vantaggi.

La deprescrizione può prevedere:

  • l’interruzione di un farmaco non più indicato;

  • la riduzione graduale di un dosaggio;

  • la sostituzione di un medicinale;

  • la semplificazione degli orari di assunzione;

  • il mantenimento della terapia quando i benefici continuano a essere superiori ai rischi.

Le linee guida NICE raccomandano di considerare sia i trattamenti da iniziare sia quelli che potrebbero essere sospesi, concordando le decisioni con il paziente e programmando controlli successivi.

4. Quando un farmaco dovrebbe essere rivalutato?

Una revisione della terapia può essere particolarmente utile quando:

  1. Sono trascorsi molti anni dall’inizio del trattamento.

  2. La patologia per cui il farmaco era stato prescritto è cambiata o si è risolta.

  3. Sono stati introdotti nuovi medicinali.

  4. Sono comparsi effetti indesiderati.

  5. Il paziente assume medicinali prescritti da specialisti diversi.

  6. La terapia quotidiana è diventata difficile da gestire.

Un farmaco appropriato dieci anni fa non è automaticamente appropriato oggi.

La medicina evolve, cambiano le condizioni delle persone e cambiano anche le conoscenze sui benefici e sui rischi delle terapie.

Questo non significa che un trattamento debba essere interrotto perché è trascorso del tempo: significa che deve essere periodicamente verificato.

5. Il paziente deve partecipare alle decisioni

Un aspetto importante delle raccomandazioni internazionali riguarda il coinvolgimento diretto della persona assistita.

Il paziente non dovrebbe essere un semplice destinatario di prescrizioni.

Dovrebbe poter conoscere:

  • perché assume ogni medicinale;

  • quale beneficio ci si aspetta;

  • quali effetti indesiderati deve osservare;

  • per quanto tempo è previsto il trattamento;

  • quando è opportuno rivalutare la terapia.

Il NICE raccomanda esplicitamente una gestione individualizzata delle persone con più patologie, considerando le loro preferenze, la qualità della vita e il carico complessivo delle cure.

6. Cinque domande da portare al medico

La prossima volta che si effettua una visita, può essere utile non limitarsi a chiedere nuove prescrizioni.

Si può chiedere:

  1. Qual è la funzione precisa di ciascun farmaco che assumo?

  2. Tutti i medicinali sono ancora necessari?

  3. Ci sono interazioni tra quelli che prendo?

  4. Alcuni trattamenti possono essere ridotti o eliminati?

  5. Quando possiamo effettuare una nuova revisione complessiva?

Una precisazione fondamentale: alcuni farmaci, come determinati antidepressivi, benzodiazepine, corticosteroidi e medicinali cardiovascolari, possono comportare rischi se interrotti bruscamente. Ogni eventuale modifica deve essere concordata con il medico, con un piano di riduzione e monitoraggio quando necessario.

7. Una medicina migliore non è necessariamente una medicina con più farmaci

La questione non riguarda soltanto la medicina, ma anche il modo in cui concepiamo la cura.

La qualità di un trattamento non dovrebbe essere misurata dal numero di prescrizioni, ma dai risultati ottenuti, dalla sicurezza e dalla qualità della vita del paziente.

Aggiungere un medicinale può essere necessario. Eliminarne uno può essere altrettanto importante.

Non esiste una regola secondo cui meno farmaci significhino sempre maggiore salute. Esiste, invece, la necessità di evitare trattamenti inutili e di mantenere quelli realmente utili.

La domanda da porre al medico, dunque, non è soltanto: «Che cosa devo prendere?». È anche: «Possiamo verificare se tutto quello che prendo è ancora necessario?».

Perché la buona medicina non consiste nel prescrivere sempre qualcosa in più. Consiste nel fare ciò che serve, evitando ciò che non serve.

Fonti scientifiche e istituzionali

1. Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) – Medication Without Harm, sicurezza dei farmaci e politerapia.
Documento OMS, 2024.

2. National Institute for Health and Care Excellence (NICE) – Linee guida sulla multimorbilità e revisione delle terapie.
NICE – Multimorbidity.

3. Agenzia Italiana del Farmaco (AIFA) – Osservatorio sull’impiego dei medicinali negli anziani, con approfondimento sulla deprescrizione.
Rapporto AIFA.

4. Italian guidelines on management of persons with multimorbidity and polypharmacy – Raccomandazioni italiane pubblicate nella letteratura scientifica.
Pubblicazione scientifica integrale.

5. NHS England – Revisione strutturata dei medicinali e ottimizzazione terapeutica.
Structured Medication Reviews.


Articolo realizzato con il supporto dell’intelligenza artificiale sulla base di fonti scientifiche e istituzionali. Non sostituisce il parere del medico e non costituisce indicazione a modificare autonomamente una terapia.

Views: 7

OffLineMind è una rivista editoriale indipendente. Verificare sempre le fonti quando un contenuto presenta fatti o dati.