Lo Stato guadagna dalle dipendenze dei cittadini?
Giochi d’azzardo, tabacco e alcol generano entrate pubbliche. Questo basta a dire che lo Stato abbia interesse a mantenere i cittadini dipendenti? I dati mostrano una tensione concreta, ma non provano un’intenzione.
Di OfflineMind
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Lo Stato tassa e regola attività che possono causare danni e, in alcuni casi, dipendenza. Dal gioco d’azzardo al tabacco, una parte del denaro speso dai cittadini entra nelle casse pubbliche. Da qui nasce una domanda legittima: quando il gettito dipende da consumi rischiosi, la tutela della salute può entrare in conflitto con l’interesse fiscale?
La risposta richiede una distinzione. Incassare dalle attività rischiose è un fatto; voler rendere i cittadini dipendenti è un’affermazione sulle intenzioni, e richiede prove diverse.
Quanto incassa lo Stato italiano?
Nel bilancio dello Stato per il 2025 erano previste entrate tributarie pari a 6,964 miliardi di euro dalle attività di gioco e 11,428 miliardi dalla gestione dei Monopoli. Si tratta di previsioni di bilancio, non necessariamente degli incassi effettivi a consuntivo. Inoltre, “gestione dei Monopoli” è una voce aggregata: non va confusa con il solo gettito delle sigarette. Dossier della Camera dei deputati sul bilancio 2025
Il gioco d’azzardo aiuta a capire perché le cifre vadano lette con attenzione. La raccolta è il totale delle puntate, non il denaro trattenuto dallo Stato né la perdita netta dei giocatori. Per stimare quest’ultima bisogna sottrarre le vincite. Nel 2024 la raccolta complessiva in Italia è stata di circa 157,4 miliardi di euro; il dato, da solo, non equivale né alle perdite dei giocatori né alle entrate fiscali. Dati sul gioco d’azzardo in Italia nel 2024
Tassare può anche ridurre i consumi
Le imposte su tabacco e alcol non hanno necessariamente lo scopo di far crescere il consumo. Possono essere usate per rendere i prodotti meno accessibili e ridurre i rischi per la salute. L’Organizzazione mondiale della sanità considera le tasse sanitarie strumenti che possono ridurre il consumo di tabacco e alcol, prevenire malattie e generare entrate per il bilancio pubblico. OMS, Health taxes
Questo non elimina la tensione: un governo può perseguire contemporaneamente entrate fiscali e obiettivi di salute, ma i due obiettivi possono divergere. Se una misura efficace riduce il consumo, può ridurre anche il gettito. Il rischio è che, nelle decisioni concrete, la tutela della salute venga indebolita per proteggere le entrate o il mercato.
Il conflitto d’interessi nel gioco
Il gioco rende il problema particolarmente visibile, perché lo Stato autorizza e regola l’offerta legale, mentre incassa imposte e concessioni. La commissione sul gioco d’azzardo di The Lancet Public Health osserva che i governi possono sviluppare una certa dipendenza dalle entrate del settore, sia attraverso la tassazione sia destinando i proventi a servizi pubblici. La commissione raccomanda che la protezione della salute prevalga quando entra in conflitto con gli interessi economici e con la generazione di entrate. The Lancet Public Health Commission on gambling
Per l’alcol, l’OMS ha pubblicato indicazioni specifiche su come riconoscere e gestire i conflitti d’interesse nelle politiche di controllo. Il tema non riguarda soltanto il gettito: comprende anche il ruolo degli interessi commerciali nella definizione delle politiche pubbliche. OMS, Addressing and managing conflicts of interest in alcohol control policies
Che cosa si può concludere?
I dati permettono di affermare che lo Stato italiano ricava entrate da settori che possono causare danni e, in alcuni casi, dipendenza. La ricerca segnala inoltre che il legame tra gettito e gioco può creare un conflitto d’interessi da gestire. Non basta invece, sulla base di queste entrate, concludere che lo Stato abbia un progetto deliberato per rendere dipendenti i cittadini.
Per valutare le politiche servono domande più concrete: le regole riducono davvero l’esposizione ai rischi? Le entrate dipendono dall’espansione del mercato? La prevenzione è finanziata e indipendente? Gli obiettivi di salute sono misurati e confrontati con quelli fiscali?
La questione, quindi, non è soltanto quanto lo Stato incassi. È se le sue scelte proteggano la salute anche quando farlo significa rinunciare a una parte del gettito.
Questo articolo è stato realizzato con il supporto dell’intelligenza artificiale. Le fonti citate sono collegate nel testo; dati, interpretazioni e riferimenti vanno verificati consultando le fonti originali. L’immagine di copertina è stata generata con l’intelligenza artificiale a fini illustrativi. Non rappresenta una fotografia né un fatto realmente accaduto.
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